Apr
6
2019

Martedì 9 aprile: ultimo atto

Martedì prossimo si terrà l’ultimo consiglio comunale di questo ciclo amministrativo (dalle ore 18, centro Biennati). L’oggetto principale del consiglio è l’approvazione definitiva della seconda variante allo strumento urbanistico, che ho criticato sin dal primo giorno per illegittimità. Ve ne parlerò meglio nel prossimo articolo, in modo da lasciarvi godere il consiglio. In termini generali, si potrebbe sostenere con la regola del sì-a-tutti-a-qualunque-condizione (persino ad una proposta che ha veramente dell’incredibile), il sindaco si creerà il salvadanaio per le promesse elettorali: auditorium da 300 posti, struttura per le feste, campo in erba sintetica, e altre fantasie per farsi rieleggere. Tutto questo senza nessuna valutazione ambientale, e già questo è aberrante.

Non avendo l’ansia da elezione, vi fornisco alcuni dati utili per capire in quale direzione io avrei portato il nostro Comune. Lo faccio con una radiografia dei dati di bilancio del consuntivo 2018, che parlano da soli.

  • Il Comune di Telgate esternalizza il 30.1% dei servizi rispetto alla spesa corrente, in costante aumento.  E’ una percentuale da pre-allarme, perché indica che il Comune si sta trasformando in un centro di acquisti. In altre parole: offre servizi ai cittadini che acquista all’esterno, diminuendo progressivamente i servizi che il Comune offre ai cittadini da sé.
  • L’ammontare dei residui passivi (cioè di somme impegnate ma non pagate) è di oltre 1 milione e 300 mila euro. In questo caso, servirebbe un intervento chirurgico sugli uffici comunali, affinché si pianifichino meglio le spese rispetto agli interventi che vengono programmati.
  • Le entrate in conto capitale, cioè quelle somme che derivano da oneri di urbanizzazione, dalla vendita di beni pubblici, da standard qualitativi, ecc. sono di gran lunga discostanti tra il valore previsto e il valore effettivamente incassato (una differenza di 1 milione e 600 mila euro). Questo significa che l’amministrazione (l’assessore al bilancio, nella fattispecie) mette a bilancio somme per opere pubbliche che poi non si realizzano, sbagliando per importi clamorosamente elevati.
  • Il costo della macchina comunale è assai più elevato del dato dei Comuni contermini. Per avere un raffronto, il costo pro-capite telgatese è pari a 228 euro (anno 2018), mentre i Comuni limitrofi costano tra il 21% e il 35% in meno. Se la macchina costasse come quella di questi Comuni, si libererebbero 350 mila euro all’anno, cioè 1 milione e 700 mila euro in un mandato amministrativo. Una cifra da mettere i brividi.
  • La spesa corrente del Comune di Telgate è elevata ed in crescita (2 milioni e 953 mila euro nel 2018), con nessun accenno ad un calo. Dovrebbe risultare chiaro a tutti chi paga il conto: i cittadini e soprattutto le imprese, che hanno versato quasi due milioni di euro nelle casse del Comune nell’anno 2018. Quando vi raccontano quotidianamente dei prodigiosi risultati di questi anni, ricordatevi che i meriti appartengono a coloro che hanno fedelmente pagato tasse e imposte, non del sindaco di turno. E che se si abbassasse la spesa corrente, si potrebbero fare molte più manutenzioni ordinarie e straordinarie. In proposito, vorrei ricordare che le promesse elettorali che stiamo leggendo si trasformeranno in ulteriore spesa corrente nell’immediato futuro, che dovrà essere coperta dalla tassazione.
  • La spesa per l’istruzione e il diritto allo studio, che a Telgate è pari a 141 euro per abitante, è inferiore solamente a quella del Comune di Grumello (175 euro pro capite) unicamente per le opere di miglioramento sismico in corso. Io avrei previsto il mantenimento di questo valore, programmando l’adeguamento sismico della scuola media tra il 2019 e il 2020, non riducendo dunque questa spesa nemmeno negli anni seguenti. Fate però attenzione a questo particolare: se si togliessero i lavori alle strutture, la spesa per l’istruzione sarebbe molto inferiore a quella dei Comuni limitrofi. Questo significa che ogni polemica sui fondi alla scuola materna o sull’acquisto dei libri è estranea ai numeri, che rivelano un quadro del tutto differente. Piuttosto, un’amministrazione seria dovrebbe porsi la seguente domanda: se si intende mantenere una spesa elevata per l’istruzione, è prevedibile che nel lungo periodo questa spesa vada a coprire eventuali interventi strutturali sulla scuola dell’infanzia, visto che le altre due scuole risulteranno già sistemate?

Questi sono sei temi che avrei messo in un programma elettorale. Ma volete mettere queste proposte fredde, basate su numeri grezzi, con l’attrazione di un’area feste, di un nuovo luccicante auditorium?  Se la logica è “fatti, non parole”, allora la Lega è imbattibile nel marketing. Quando però vi troverete un aumento dell’addizionale Irpef, magari un aggiustamento dell’IMU, sappiate che la colpa non è di Roma, ma di Piazza Vittorio Veneto.

Fabio

Autore: Fabio Turani

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