Apr
13
2019

Approvata la seconda variante urbanistica; e la gente si ribella

Se la sala consiliare fosse stata così piena come in occasione del consiglio di martedì scorso nei cinque anni precedenti, questa amministrazione non sarebbe stata ri-eletta neanche su raccomandazione del Capo dello Stato.

Sarebbe bastato, infatti, far esprimere i singoli cittadini presenti per ottenere, nelle migliori delle ipotesi, un voto da ultimo della classe: forse un 3 scolastico, al massimo. E la ragione è semplice: la discussione di varianti importantissime – quali quella della Marmi Orobici, o del nuovo Zuccherificio Daila di via Passerera, o del mega-magazzino con tanto di passerella sopraelevata della Metalscatola – si è tradotta nel solito dialogo tra il sottoscritto e il consulente del Comune, che ormai sostituisce l’intera amministrazione. Assessore all’urbanistica assente, capogruppo di maggioranza assente, rimanenti assessori e consiglieri di maggioranza muti, e il sindaco che utilizza le solite quattro-cinque frasi da propaganda elettorale per cercare di smentirmi. Se volete ancora cinque anni di questo show, fate pure.

Aggiungo: il responsabile del settore tecnico del Comune seduto tra il pubblico, anziché tra i relatori: un chiaro segnale che quella variante non gli appartiene, e ciò avviene solo a Telgate, o, meglio, solo con questa amministrazione. Se assommate tutto questo alle rilevantissime osservazioni che questo serio ed onesto professionista ha formulato sulla seconda variante – cito solo la bocciatura della valutazione di compatibilità e del piano delle serre per come è strutturato -, capite bene che non serve un luminare per comprendere che così il Comune non migliora. E la gente che ha partecipato al consiglio ha afferrato al volo questo concetto.

Ci sarebbero poi alcuni problemi sui contenuti della variante, tipo:

  1. Far passare ogni deroga allo strumento urbanistico sotto la voce “densificazione” o “sportello unico”, grazie ai quali si accolgono silos alti 17 metri ed edifici che superano i limiti di altezza 10 metri. In sostanza, si tratta di un piano urbanistico senza vincoli, con regole che possono essere superate quasi a piacimento.
  2. Far credere che ci sia una regolamentazione chiara sulle serre, mentre abbiamo dimostrato in ogni forma che i tre articoli attuali sono confusi e persino contraddittori. Si è almeno chiarito che il 60% di serre (60%, ripeto) del distretto è responsabilità integrale dell’amministrazione, non della Regione.
  3. Chiamare il nuovo distributore di carburanti che sorgerà in via Pertini “fascia di ambientazione stradale” si commenta da sé.
  4. Ritenere a cuor leggero che si possa realizzare un magazzino automatico alto 28 metri (28 metri, ripeto) in via 4 novembre, con un attraversamento aereo sopra un parcheggio e sopra la strada stessa, sostenendo che se ne occuperà una commissione di esperti significa prendere in giro il Consiglio comunale, che viene di fatto scavalcato (a mio giudizio). Con l’aggravante di un sindaco che dichiara in anticipo che quest’opera si farà, come se avesse già fatto lui la valutazione paesistica, con chissà quali criteri.

Se avete letto fino a questo punto, avrete compreso perché la gente si è ribellata a più riprese contro il sindaco, e a ragione.  

Per non parlarvi delle serre: la mia interpellanza è scivolata come se nulla fosse, mentre il piano delle serre è alle battute finali (io lo aspetto, pronto ad impugnarlo la mattina dopo), e i disagi dei residenti di cascina Treschiera Nera esistono eccome, a fronte di un Comune di Telgate che alza le mani dichiarando che i controlli hanno dato esito negativo, e che la verifica della sosta selvaggia non si può fare “per carenza di organico”. Ribadiamolo: abbiamo un problema gigantesco con le serre, che loro continuano a posticipare.

Così, mentre domani (domenica) alcuni di voi saranno ad inaugurare la nuova Piazza Vittorio Veneto – sulla quale pende un mia denuncia per danno erariale di 159 mila euro -, io incontrerò le famiglie di Treschiera Nera per stendere un esposto contro i disagi che hanno subito, e che presenteremo in settimana. La differenza sta in questo: all’estetica di una piazza, preferisco la salute dei cittadini, chiunque essi siano.

Fabio

Autore: Fabio Turani

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