Mar
16
2019

Il programma elettorale di Madre Natura

La notizia che più mi ha colpito durante questa settimana non è stata la manifestazione degli studenti in piazza nella mattinata di venerdì (4 mila nella nostra provincia), ma l’intervista che il vescovo Beschi ha rilasciato a L’Eco di Bergamo lo stesso giorno. Quando la Chiesa esprime una tale qualità di pensiero, con la lucidità di un autentico intellettuale che mette nero su bianco tutte le contraddizioni di una comunità bergamasca ancora formalmente cattolica, ci si mette umilmente in ascolto e si impara. Sì, ho imparato dalla lettura di questa intervista.

Continuo francamente a non comprendere il gap culturale che esiste tra una Chiesa che sa selezionare e formare i propri pastori (e che dunque sa fare autocritica quando necessario, proprio perché animata da una fede ma anche da una conoscenza) e una comunità politica incapace di stupire per competenza e preparazione dei suoi rappresentanti. La ragione è probabilmente legata alla ricerca sfrenata del consenso della politica, che ti riempie il paese di manifesti con i faccioni, come se le facce sostituissero gli argomenti dei singoli. Per questo credo sia terminato il mio tempo amministrativo, non essendo adatto a vendere fumo.

In questa intervista, non è sfuggito il richiamo alla sostanziale dimenticanza generale del messaggio della “Laudato sì” di Papa Francesco, che è arrivata quattro anni prima di Greta Thunberg e che ha offerto alcuni spunti fondamentali per chi amministra i Comuni. Ad esempio, l’articolo 150 sul punto di vista degli “abitanti del luogo” nella pianificazione urbanistica (vi suona familiare questo concetto, magari rispetto alle serre?), oppure l’articolo 183 sugli studi di impatto ambientale preliminari ed indipendenti rispetto a qualunque piano o programma (segnalo che abbiamo assistito a due varianti urbanistiche senza valutazione ambientale, nel nostro paese).

E allora la crescente attenzione ai temi ambientali potrebbe essere tradotta nel programma elettorale di Madre Natura per il Comune di Telgate (che ho già illustrato a settembre, ma che sviluppo meglio). I punti sono semplici e concreti:

  • effettuare monitoraggi ambientali nel nostro Comune (oggi inesistenti) e uno studio epidemiologico sulle malattie associate all’inquinamento nel nostro paese;
  • chiedere una verifica puntuale di tutti gli scarichi nei torrenti Tirna e Rillo, bloccando tutti gli scarichi non autorizzati dalla Provincia;
  • introdurre la rete ecologica comunale (REC) per tutelare l’area agricola a sud di Telgate o, ancora meglio, adottare il parco di tutela agricola (PLIS);
  • re-introdurre il divieto della lavorazione della gomma;
  • ridurre i rapporti di copertura delle serre al 2% della superficie agricola nel territorio comunale;
  • affidare le future varianti al PGT a tecnici che abbiamo competenza in materia ambientale;
  • adottare una serie di interventi di micro-urbanistica per mettere in sicurezza gli attraversamenti pedonali, per sistemare i marciapiedi, per rendere fruibili le strade comunali a biciclette e pedoni (mediante lo strumento del piano del traffico, di cui non si ha più notizia dal 2017);
  • impedire il transito dei mezzi pesanti (salvo che per carico e scarico) in via 4 novembre, via Tasso, via Cavour, via Donizetti, via Verdi, via Passerera (non bastano i cartelli);
  • attuare gli interventi per prevenire il dissesto idrogeologico nei bacini di Tirna e Rillo;
  • effettuare una contro-verifica delle autorizzazioni per le emissioni in atmosfera delle aziende;
  • fare una battaglia senza quartiere all’abbandono di rifiuti.

Fortunatamente ho trovato una sensibilità a queste proposte nella nuova lista SiAmo Telgate, che mi pare ben motivata e seriamente intenzionata a dare una sterzata sulla difesa dell’ambiente e della nostra salute.Per questo serve una scelta di campo, senza paura ed esponendosi in prima persona. Tradotto, votando per loro, con convinzione.

Fabio


Autore: Fabio Turani

Scrivi un commento

You must be logged into post a comment.