Mar
23
2019

Affidare i servizi pubblici alle associazioni: fattibile?

Possibile non capire che il problema principale che dovremo affrontare nei prossimi anni riguarda i cambiamenti climatici su scala locale? Basterebbe leggere il preoccupante comunicato stampa che l’ANBI (associazione dei consorzi di bonifica) ha diramato venerdì 22 marzo per comprendere che il tema della carenza idrica è già realtà. Giusto per citarvi due dati, dall’inizio dell’anno il Nord Italia ha ricevuto un apporto di soli 89 mm di acqua piovana, con i laghi (Garda escluso) che stanno tra il 10% e il 65% al di sotto del livello idrometrico.

Altro che palafeste, auditorium da 300 posti, campi in erba sintetica. Altro che nuovo cemento per far contenti gli elettori. La siccità e il razionamento idrico, con un rischio sempre maggiore di natura idrogeologica in caso di eventi atmosferici, diventeranno problemi quotidiani per gli amministratori locali. Ho già illustrato i punti programmatici di natura ambientale nel mio ultimo articolo: chi non li capisce ora, pagherà le conseguenze domani. Come controprova, date un’occhiata al programma della Lega e trovate uno solo di questi impegni: zero.

Vorrei sfruttare questo articolo per segnalarvi l’assegnazione della gara triennale di manutenzione del verde pubblico, che è avvenuta il giorno 11 marzo alla cifra di 172 mila euro, con un ribasso del 31.171% sui prezzi unitari ad un’azienda di Bergamo (Eco Verde sas).

Avrete certamente notato che questo servizio, che fino al 2016 veniva svolto in parte da associazioni e in parte da privati, è passato integralmente in gestione ad aziende private mediante procedure negoziate. Il passaggio non ha migliorato la qualità del servizio (a mio giudizio), per la semplice ragione che ribassi così elevati impongono che gli sfalci, le potature, le pulizie dei marciapiedi vengano eseguiti in modo più frettoloso. Io in primis ho segnalato agli operatori che hanno ottenuto il contratto precedente numerose inadempienze, ma, ve lo garantisco, senza risultato.

C’è una seconda ragione per la minore qualità del servizio: se un’associazione del paese prende in carico volontariamente la manutenzione del cimitero (faccio un esempio che è noto a tutti), porrà un’attenzione ben maggiore di un operatore privato, per il semplice motivo che il volontario considera quel lavoro come un beneficio per la sua comunità, mentre un dipendente privato – specie di questi tempi – viene assegnato alla manutenzione del cimitero per un paio d’ore, durante le quali deve eseguire l’incarico di fretta. Se impiega dieci minuti di troppo, non riesce a mantenere la tabella di marcia e dunque a stare nei costi risicati pattuiti dal contratto. Semplice.

Sarebbe dunque ipotizzabile tornare al regime precedente, cioè all’affidamento alle associazioni di questo prezioso servzio per la comunità? Nel mondo ideale certamente, nel mondo reale iper-burocratico è impossibile, per almeno tre motivi:

  1. il codice dei contratti pubblici lo vieta (Decreto 50/2016), in quanto il Comune affiderebbe un servizio senza una vera gara tra operatori economici (semplifico) .
  2. Il testo unico sulla sicurezza sul lavoro lo impedisce, dal momento che un’associazione di volontariato manca di tutti i requisiti per tutelare la sicurezza e la salute dei volontari;
  3. manca una adeguata copertura assicurativa.

Ci si trova dunque di fronte al caso concreto di aziende private che vincono gare per un massimo di 57 mila euro all’anno per la manutenzione del verde, offrono sconti sui prezzi unitari molto elevati, non vengono controllate rispetto all’effettiva qualità del servizio e dunque si trovano, come nel 2018, a ricevere un incarico integrativo che supera il limite fissato dalla gara. Tutto lecito, ma il cittadino è chiaramente insoddisfatto.

Se fosse toccato a me, avrei adottato due soluzioni:

  1. avrei istituito una commissione consigliare sui temi ambientali, che avesse anche una delega specifica di monitorare la qualità del servizio, sia direttamente, sia attraverso le segnalazioni dei cittadini;
  2. avrei chiesto alla commissione di produrre al settore tecnico relazioni mensili, in modo che l’ufficio tecnico provvedesse ad interventi mirati di controverifica e di eventuale sanzione.

In altre parole, avrei utilizzato i cittadini come sentinelle del territorio, non potendo operare direttamente attraverso le rispettive associazioni.

La storia è andata diversamente, e, per i prossimi tre anni, si continuerà in questo modo. Salvo che votiate la nuova lista, e allora la musica potrebbe cambiare.

Fabio


Autore: Fabio Turani

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