Feb
9
2019

Dare voce al disagio dei pazienti

Con questo articolo esco dal perimetro telgatese, a seguito della terza segnalazione che ricevo di assurdi disagi nell’accesso ai Pronto Soccorso. Vi illustro le storie, in fondo all’articolo le proposte.

Storia 1: un amico di Castelli Calepio si frattura sei costole durante un lavoro domestico (questa settimana). La moglie chiama l’ambulanza e viene portato al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Chiari. Solo chi abbia subito questo trauma può capire il dolore tremendo per la mancanza di respiro che capita in questi casi. Presumo che gli sia stato attribuito un codice verde, perchè l’attesa è mostruosa: 24 ore su un lettino, prima del trasferimento al presidio ospedaliero di Iseo. 24 ore, avete capito?

Storia 2: un amico di Telgate subisce una forma di pleurite con dolori acuti al torace e febbre alta. Si reca di urgenza al Pronto Soccorso di Seriate. Anche in questo caso gli si attribuisce un codice verde. Attesa: 12 ore. Immaginate soltanto il disagio di una persona che rimane seduta in una stanza per 12 ore con dolori toracici e febbre alta: un calvario pazzesco, tale da indurlo a pensare di tornasene a casa per esasperazione.

Storia 3: un’amica di Telgate che accompagna un parente al Pronto Soccorso di Seriate dopo alcuni giorni di febbre a 40°C. Vi riporto le sue parole, che sono chiarissime:”passano le ore…M. sta sempre peggio, continua a tossire, è assonnato, non parla nemmeno. Nessuno che accenna ad interessarsi. All’1 mi rivolgo ad un’infermiera per chiederle quanto ancora ci vorrà…. Ok che è codice verde ma sta davvero male altrimenti non mi sarei rivolta all’ospedale. Dopo ancora un bel po’ finalmente lo chiamano…. Non mi fanno entrare e non so quanto sia stato in grado di dire visto lo stato semi incosciente… Poi altra attesa per l’esito degli esami… Finalmente ci dicono qualcosa.. Ora fanno entrare anche me”. Sono le due di notte, passate oltre cinque ore di attesa.

La riflessione di questi tre amici è la stessa, ed è una doppia sconfitta: 1) devi augurarti di non avere l’esigenza di recarti ad un pronto Soccorso per un’emergenza, perchè è una terribile sofferenza; 2) se hai qualche conoscente che possa indirizzarti verso strutture ospedaliere più attrezzate, riesci a farti visitare prima.

Vi pare possibile che nella Regione più ricca d’Italia si possa attendere fino a 24 ore in un Pronto Soccorso? E vi sembra normale che sui giornali e sulle televisioni si parli di ogni fesseria possibile e non di questi problemi concreti che ci riguardano? E dove sono finiti i consiglieri regionali che hanno calcato palmo a palmo anche il nostro territorio per le elezioni di un anno fa? E i signori Governatore e Assessori? E il partito dei “prima i nostri”?

Ecco, vorrei offrire lo spazio di questo sito per dare ospitalità non solo alle questioni ambientali e urbanistiche, ma anche a questo specifico tema. Scrivetemi, che pubblicherò queste storie in forma anonima.

C’è un ruolo che i sindaci possono giocare su questo aspetto: facendo parte delle assemblee di ambito, avendo referenti nelle assemblee di distretto, e disponendo della conferenza dei sindaci, avrebbero la piena facoltà di alzare la mano e sottoporre questo urgente problema, chiedendo puntuale riscontro all’ATS e all’ASST Bergamo Est. Mi chiedo inoltre quale ruolo i sindaci della Valcalepio abbiano svolto quando l’Ospedale di Calcinate è stato convertito in P.O.T. (cioè un poliambulatorio e sede di ricovero per cure intermedie, cioè una struttura per la gestione della cronicità). Se i risultati sono questi, meglio lasciare un pronto soccorso territoriale, piuttosto che spedire pazienti ad Iseo….

Fabio

P.S. chi non credesse a questi tre racconti, mi contatti in privato, che gli mando i riferimenti dei tre amici.

 

Autore: Fabio Turani

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