Gen
12
2019

Si riscrive la storia della Gery

La notizia è di mercoledì scorso (9 gennaio): il Comune di Telgate seleziona due esperti entro il 29 gennaio per ricalcolare gli standard qualitativi che la Gerimar (proprietaria dell’area Gery) dovrebbe corrispondere al Comune in cambio della mega-riconversione da 127 mila metri quadrati di superficie edificabile dell’ex-azienda agricola. Per informazione, il valore che era stato concordato in un accordo stipulato dal sindaco attuale e dal proprietario il 21 luglio 2010 ammontava a 4.5 milioni di euro, oltre agli oneri di urbanizzazione e alla cessione di un’area di 35 mila metri quadrati al Comune.

Per quale motivo la Gerimar chiederebbe di ricalcolare gli standard qualitativi? Perchè il mercato ha praticamente dimezzato il valore delle aree edificabili, con la conseguenza che un’operazione che avrebbe fruttato al proprietario € 62 al metro quadrato (secondo me molto meno) nell’anno 2010 si riduce ad una perdita netta di € 28.5 al metro quadrato nell’anno 2019.

In parole più semplici: alle condizioni attuali del mercato, l’operazione-Gery non è più economicamente vantaggiosa. Con l’aggravante del pagamento dell’IMU su una superficie imponente dal 2012 od oggi.

A titolo di cronaca, vi informo che il progetto di riconversione avrebbe previsto ben sei lotti produttivi da 106 mila metri quadrati e un lotto terziario-commerciale da 21 mila metri quadrati.

La Gerimar ha prospettato al Comune due soluzioni: ricalcolare la somma di 4.5 milioni di euro, riducendola ad un valore che manterrebbe l’appetibilità della riconversione dell’area, oppure restituire all’area la sua destinazione agricola originaria. In consiglio comunale ho proposto di accogliere la seconda proposta: che il proprietario dismetta l’area, demolisca i fabbricati e gli impianti e restituisca la superficie a terreno agricolo. E’ una soluzione che compenserebbe la milionata di metri quadrati di serre e persino le nuove superfici previste per nella seconda variante allo strumento urbanistico. Tanto semplice! Proposta bocciata (Madre Natura ringrazia).

La maggioranza ha votato la prima ipotesi: nominare due esperti che ricalcolino gli standard. Figuriamoci la difesa del suolo agricolo: costruire, costruire, costruire, ovunque possibile!

Ci sono tre piccoli problemi associati ad un nuovo accordo sull’area Gery:

  1. se la matematica è ancora valida, per rendere sostenibile l’operazione-Gery ai valori di mercato attuali bisognerebbe quasi azzerare gli standard. Basta fare i conti per verificarlo.
  2. il calcolo del valore di 4.5 milioni del 2010 era basato su valutazioni discrezionali. Gli esperti dovranno calcolare il beneficio atteso per il Comune basandosi sull’interesse pubblico, non sul ritorno economico del privato! Attendo curiosamente i calcoli, su cui andrò a fondo per comprenderne i criteri (operazione per nulla scontata);
  3. un assist per la Gerimar: il protocollo del 2010 vale come carta straccia, a mio giudizio, perchè stipulato prima dello strumento urbanistico del 2013 (dunque secondo me totalmente illegittimo, ne ho scritto a più riprese nove anni fa). Basterebbe che il proprietario mostrasse l’accordo ad un legale, e il castello del 2010 crollerebbe.

Ho dunque la netta percezione che le ragioni del proprietario dell’area Gery siano più fondate di quelle del Comune, che pensava invece di ottenere opere pubbliche in breve tempo. Non solo: un’operazione puramente immobiliare senza un progetto imprenditoriale serio temo non funzioni, nè nel 2010, nè nel 2019. Salvo che i signori della gomma e affini si trasferiscano in massa a Telgate; in quel caso, speriamo di aver già tagliato la corda e aver preso casa a chilometri di distanza.

Quanto ai sostenitori e agli odiatori da tastiera, che rimangano pure in zona.

Fabio

Autore: Fabio Turani

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