Gen
19
2019

Il paese di plastica – sesta puntata: l’emergenza si allarga

Che la questione delle serre ponga un problema ambientale rilevante è confermato dall’incontro che Legambiente ha organizzato mercoledì prossimo a Cividate con i sindaci e capigruppo di maggioranza e minoranza di diversi paesi della Bassa Pianura allo scopo di porre un freno a queste strutture.

Vi mostro una foto aerea che mi è stata passata questa settimana: si tratta dell’area agricola situata tra i Comuni di Cividate e Martinengo.

Volete sapere quanto è estesa quest’area ricoperta di plastica? Un milione e 600 mila metri quadrati, cioè 228 campi da calcio. Se non vi bastasse, la superficie occupata dai due ambiti di serre di Cortenuova (appena a sud rispetto alla foto) ammonta a 600 mila metri quadrati, cioè 85 campi regolamentari per il gioco del pallone.

Non siamo dunque noi telgatesi i campioni del mondo, visto che ne abbiamo solo mezzo milione, con un altro mezzo deliberato dagli attuali amministratori. Noi avremo “solo” un centinaio di campi da calcio, poco più….

Potremmo dire che gli unici che non hanno ancora capito che questo settore iper-liberalizzato va regolamentato e sottoposto a valutazione ambientale sono i vari sindaci, consiglieri regionali e assessori della Lega (ex Nord). Quelli che hanno alzato la mano per approvare la più assurda legge sulle serre mobili del 2017, che io cancellerei domani mattina. Tutti gli altri si sono resi conto che serve stringere le maglie degli strumenti urbanistici per evitare l’invasione dell’agrindustria.

Per questo motivo, faremo circolare agli amministratori della Bassa l’importante parere di Regione Lombardia sul caso-Telgate, in cui i funzionari chiariscono che i Comuni possono limitare sia le serre fisse e mobili (punto 1) e che le serre stagionali che non vengono scoperte per tre mesi all’anno sono di fatto abusive (punto 2). Spiegheremo inoltre che le serre esistente vanno censite e controllate, per verificare quali strutture siano state realizzate senza permesso di costruire (punto 3).

A Telgate c’è davvero poca speranza finchè non si avrà un cambio di amministrazione, visto che non c’è la minima volontà di discutere queste importanti strategie di limitazione; si faccia attenzione: non parlo di blocco, ma di valutazione a monte della “capacità di carico” e della “sostenibilità ambientale” (termini di Arpa) di queste strutture per un Comune così urbanizzato come il nostro. A chi mi risponde con i piani di coordinamento – a cui non credo per niente – ripropongo il modello-Bolgare (2%), che io avrei replicato a Telgate, a Cividate, a Martinengo, a Palosco, a Cortenuova, a Calcio, a Romano.

Se i Comuni non provano a fare la loro parte per la tutela dell’ambiente (emergenza numero 1, lo vogliamo capire?), ci penserà il candidato-Madre Natura. Alzate gli occhi al cielo in questi giorni, o fare memoria delle piogge di fine ottobre, e avete le prove.

Fabio

Autore: Fabio Turani

Scrivi un commento

You must be logged into post a comment.