Gen
25
2019

24/01/2019: Telgate è stato condannato per la seconda volta

Questa settimana sono accaduti avvenimenti di inaudita gravità (a mio giudizio), di cui è opportuno che siate informati.

Lunedì scorso (21 gennaio) mi viene recapitata la convocazione del consiglio comunale per l’adozione della seconda variante dello stumento urbanistico: il giorno stesso in cui scadevano i termini per presentare le osservazioni da parte dei cittadini. Prendo carta e penna e scrivo immediatamente al difensore civico regionale e al Prefetto per deununciare la violazione della Legge.

Il giorno dopo il segretario comunale e il responsabile del settore tecnico del Comune firmano il decreto di esclusione della valutazione ambientale della stessa variante: il giorno dopo? Come è stato possibile analizzare le osservazioni in un solo giorno? Aggiungo: in quel documento il consulente del Comune definisce le mie osservazioni pretestuose, improprie, del tutto sbagliate e fuorvianti. Persino ridicole, scriveva il sindaco il 10 gennaio.

Due giorni dopo (giovedì sera) vanno in consiglio comunale per votare in fretta e furia la variante. Quella del magazzino alto 28 metri, dell’albergo di 90 stanze vicino al cimitero, dei 17 mila metri quadrati di altra superficie agricola sottratta (sempre secondo me, chiaramente), del distributore di carburante in via Pertini, e via discorrendo. In quattro giorni si è passati della fase di osservazioni all’adozione di una variante. Una compressione dei tempi senza precedenti, legata all’ansia elettorale da palafeste (sempre secondo me). Cittadini presenti: 1.

La storia non finisce qui: martedì scorso (22 gennaio) la Giunta approva una modifica al piano delle serre per velocizzare l’approvazione del mega-progetto del distretto. La modifica consiste nella stesura diretta del piano da parte dei due imprenditori delle serre, che nomineranno i quattro esperti (mentre in precedenza il Comune ne indicava due). Motivo dell’accelerazione? Consentire ai due imprenditori di partecipare ad un bando regionale in scadenza in data 8 aprile. Una mossa sbagliatissima, che va esattamente in direzione contraria alla necessità di fare una serie valutazione ambientale di un’espansione così esagerata di colture protette a Telgate.

Ma a fronte della mia protesta sulla mezza milionata di metri quadrati di serre, che ho espresso in una mozione, leggete come mi rispondono:”il Consigliere Turani aveva il diritto legittimo di contrastare ma non ha il diritto di ostacolare con un uso strumentale e scorretto delle sue prerogative di consigliere comunale incapace di accettare il principio fondamentale che vede le decisione del Consiglio come strumento democratico di assunzione delle decisioni sullo sviluppo del territorio come previsto dalle leggi regionali e dalla costituzione dello Stato“.

Io contro le leggi regionali e la Costituzione???? Sono talmente contrario alle leggi che mercoledì 23, di fronte ad una platea di amministratori di maggioranza di minoranza della Bassa (Cividate, Ghisalba, Martinengo, Palosco) riuniti per ragionare sull’invasione delle serre, non sono stato creduto quando li ho informati che a Telgate è passato un piano da 840 mila metri quadrati di teloni senza valutazione ambientale strategica. Hanno strabuzzato gli occhi, visto che alcuni di loro stanno riducendo le percentuali di copertura (Cividate al 2%, capito?).

Non solo: un docente universitario, naturalmente anch’egli contro le leggi e la Costituzione come me, ha illustrato nella stessa serata i numeri sul deprezzamento del valore delle abitazioni associato alla qualità ambientale più o meno buona dei nostri Comuni. Chi ha mai valutato questo aspetto, che interessa ciascuno di noi?

E allora, cari lettori, vi scrivo per l’ennesima volta il mio appello: dobbiamo difendere il nostro territorio di fronte ad un’amministrazione che ha scelto il sì-a-tutti, che ritengo abbia compromesso il nostro territorio e che vi inonderà di promesse per la ri-elezione (questo il mio parere). Io non sono davvero interessato ai voti nè alla logica di partiti, ma al destino della nostre aree agricole, della fruibilità del nostro polmone verde a sud del centro abitato, alla salute dei cittadini del futuro, alla loro possibilità di fare scelte per il LORO paese. A chi mi chiede con insistenza di ricorrere al TAR contro le serre e la variante rispondo che la mia esperienza finirà tra tre mesi, e che c’è un strumento ben più potente dei tribunali: il vostro voto, o il vostro non voto.

Tenetelo presente, a Telgate, a Grumello, a Castelli Calepio.

Fabio

Autore: Fabio Turani

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