Dic
8
2018

Grumellocenter – parte quarantesima: avanti in Consiglio di Stato

Avevo già pronto gli striscioni per scendere in piazza Camozzi a Grumello, ma li ho dovuti rimettere da parte dopo la bruciante sentenza del TAR di Brescia di martedì scorso (n.1158/2018). Una bocciatura su tutti i fronti era inaspettata, visto che le motivazioni del Comune di Telgate erano e rimangono del tutto fondate.

Il nocciolo della questione è già stato riportato da L’Eco di Bergamo nei giorni scorsi: la gestione delle medie strutture di vendita non è ritenuta unitaria, e la sola condivisione di parcheggi, aree verdi e accessi non è considerata sufficiente a qualificare il supermercato Lidl più la seconda struttura (non ancora costruita) come un unico centro commerciale. Più precisamente, il TAR ha sentenziato che le due strutture non sono collegate a livello funzionale e che non svolgono pratiche commerciali comuni, che configurerebbero l’insieme come “unitario”.

Perchè è dunque essenziale ricorrere al volo in Consiglio di Stato contro questa sentenza:

  1. chi ha mai definito Grumellocenter un centro commerciale? Per quale motivo il TAR non distingue tra “centro commerciale” e “struttura di vendita organizzata in forma unitaria”? La differenza tra le due definizioni è notevole, e il giudice amministrativo mi pare faccia confusione a più riprese sull’argomento.
  2. Come è possibile che il 13 giugno di quest’anno un altro tribunale amministrativo (Milano) si sia espresso in modo opposto su un caso del tutto simile, stabilendo che la suddivisione in due lotti fosse “artificiosa” e che ci fosse un “disegno unitario” delle strutture? Guardate che è davvero pazzesco che due tribunali si esprimano in modo contrario sullo stesso tema.
  3. Il Comune di Grumello dispone di una tale densità di supermercati che l’apertura di nuove strutture avrebbe richiesto il parere dei Comuni vicini. Perchè il giudice non ha valutato questo aspetto, che è scritto nella regolamentazione commerciale di Grumello?
  4. L’impatto sulla viabilità, che abbiamo criticato dal primo giorno, non è stato preso in esame nei contenuti, ma solo nella forma, dal TAR. Voglio ricordare a tutti i lettori che il consulente del Comune di Telgate ha ritenuto la situazione della rotonda del casello A4 e dell’innesto di via 4 novembre su via Papa Giovanni XXIII “molto compromessa allo stato di fatto”. L’obiezione del Comune di Telgate, che continuo a sostenere con grande convinzione, riguarda la valutazione errata sul traffico veicolare che ha prodotto il Comune di Grumello (sempre a mio giudizio). Come si può sostenere che ci siano perditempo massimi (cioè ritardi) di 24 secondi in via 4 novembre?

Quanto alle provocazioni di Viblos, le rimandiamo al mittente, senza aggiungere altro.

Ciò che invece sarebbe indispensabile è una modifica al provvedimento regionale sulle strutture di vendita del 2013 per evitare i Grumellocenter, cioè le sommatorie di medie strutture di vendita che non passano attraverso l’esame provinciale e regionale. Basterebbe una modifica di una riga di testo, che mi offro volontariamente di scrivere a qualunque consigliere regionale volesse adoperarsi per la causa. Ho provato personalmente a sottoporre la proposta, ma nessuno si è mostrato interessato (PD, Lega, M5S, FI, ecc.).

Di fronte a questa indifferenza, non rimane che ricorrere nuovamente ai tribunali. I quali si trovano a doversi esprimere utilizzando una normativa sul commercio debole, contraddittoria, lacunosa.

Teniamo il punto, lettori telgatesi, nonostante verrebbe la voglia di mollare tutto.

Fabio

Autore: Fabio Turani

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