Dic
2
2018

E ora anche una fonderia

Ringrazio anzitutto quei lettori che mi hanno segnalato l’urgenza di tutelare gli otto tigli di piazza Vittorio Veneto dall’estirpazione: è bastata una segnalazione in Comune – che presumo avesse già stabilito il taglio – per bloccare l’operazione ed incaricare un agronomo di effettuare una valutazione dello stato di salute di questi alberi. Giusto per informazione, osservate questa foto:

Rappresenta un corteo funebre della fine degli anni ’30 a Telgate, con i tigli appena piantumati. Messaggio ai colleghi di maggioranza, specie ai non-telgatesi: attenzione ad estirpare ottant’anni di storia popolare con la motosega, perchè i cittadini si arrabbiano. Quando avrete predisposto lo studio, pubblichiamolo su questo sito per informare dell’eventuale esigenza di sradicare i tigli per malattia. Che ci siano le elezioni o meno, chiaro?

L’articolo di questa settimana riguarda la richiesta di insediamento di una fonderia di bronzo-alluminio, ottone-manganese e alluminio al magnesio nei capannoni della ex-Coimp (via 1° maggio, zona industriale). La società proponente (si chiama Fab srl) ha chiesto al Comune di verificare la compatibilità di una doppia attività di fusione con cinque forni (1800 metri quadrati) e di lavorazioni meccaniche (900 metri quadrati) nei due capannoni esistenti, con una capacità produttiva ammissibile di 9 tonnellate al giorno di bronzo e 600 kg di alluminio. Tralascio le piccole schermaglie tra il sottoscritto e il Comune, in cui quest’ultimo consente l’esecuzione di lavori edili senza che l’attività abbia superato il test di compatibilità ambientale (il solito muro di gomma inconcludente), per provare a rispondere alla solita domanda: fonderia sì o no?

Se la risposta fosse facile, del tipo:”non dobbiamo ostacolare l’industria, quindi sì”, oppure ” è un’industria insalubre di seconda classe, quindi no”, la chiuderemmo con due slogan. Io la vedo sinteticamente così:

  1. il Comune di Telgate ha recepito un vincolo dell’ATS del 2008 sul capannone da 1800 mq, a causa della vicinanza di un’abitazione a soli 40 metri. Il vincolo di tutela igienico-sanitaria imponeva la sola destinazione a magazzino. Come si può dunque pensare di insediare una fonderia vicino ad una casa, se le condizioni non sono cambiate rispetto a dieci anni fa? La posizione del Comune è a mio giudizio totalmente discutibile, in quanto sostiene che lo strumento urbanistico abbia superato il vincolo. Questo è tecnicamente infondato, e si dimostra in cinque minuti;
  2. l’azienda ha prodotto una valutazione degli impatti ambientali molto corposa, con simulazioni delle emissioni in atmosfera e acustiche. Ve lo scrivo da ambientalista iper-convinto: quando un’azienda si pone con questa serietà, ci si deve sedere al tavolo e discutere per trovare una possibile soluzione. E’ esattamente il contrario di quello che ho letto nei procedimenti della gomma a Grumello del Monte, per intenderci (sempre a mio giudizio).
  3. Gli impatti delle emissioni (che derivano da ben sette punti di emissione da filtri) ricadono su Telgate e Bolgare. Guardate che è davvero poco serio non convocare al tavolo il Comune di Bolgare per il semplice fatto che l’opera sia ubicata sul territorio telgatese. Leggete le simulazioni delle dispersioni degli inquinanti e traete le conclusioni: la fonderia interessa i due Comuni.
  4. La documentazione di cui accennavo al secondo punto andrebbe studiata con grande attenzione, perchè ci sono numerosi particolari che modificano sostanzialmente l’esito delle valutazioni ambientali (ad esempio sull’acustica). Su questo punto, la parte politica non può delegare i consulenti, perchè costoro non conoscono a fondo il territorio.
  5. Le osservazioni molto precise del proprietario dell’abitazione, che sono agli atti, vanno prese in esame con ancor più attenzione rispetto a quelle dell’azienda, visto che questo signore subirà gli impatti in misura diretta. Non consentirgli di partecipare alla valutazione di compatibilità è un clamoroso errore (così ha stabilito il Comune).

Fatti questi i cinque passaggi, si potrà stabilire se dare semaforo verde o rosso. Attenzione a chi ha già stabilito in anticipo l’esito, perchè questo rischia solo di esporre il Comune a prevedibili e giustificatissimi ricorsi. Io presenterò una nuova interpellanza sul tema, visto che mi pare che ci sia una sottovalutazione di questa importante vicenda.

La sintesi potrebbe essere la seguente: l’industria del 2018 deve avere i requisiti della sostenibilità ambientale e della condivisione con i residenti della comunità in cui si insedia. Stop alla stravecchia logica dell’impresa=oneri di urbanizzazione. Un’aggiunta di colore: quando leggo che l’investimento della FAB a Telgate rientra nel programma Industria 4.0 sorrido, pensando ai politici gialloverdi romani. Ma questo esula dall’ambito di questo blog.

Fabio

 

 

Autore: Fabio Turani

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