Nov
3
2018

Secondo semaforo verde per la gomma a Grumello

Avrete notato che il candidato Madre Natura sta attuando il suo programma elettorale; lo ha fatto lunedì scorso, con nuovi allagamenti in via Cesare Battisti, con la strada interrotta dal terreno in via Roccoli, e via discorrendo. Per l’ennesima volta, ricordo che il Comune ha nel cassetto una proposta di un geologo (Umberto Locati) che nel 2015 aveva previsto scientificamente che fenomeni come quelli capitati lunedì si sarebbero ripresentati statisticamente ogni tre anni. Indovinate quando è capitato l’evento precedente: agosto 2014, quattro anni fa.

Lo stesso geologo ha presentato un progetto per una trentina di interventi sul bacino di via Cesare Battisti e un intervento globale sull’alveo del torrente Rillo. Costo totale: 320 mila euro, che il Comune potrebbe finanziare tranquillamente in una decina d’anni con ordinari mezzi di bilancio. Fatti, non parole, come dicono i verdepadani.

Frattanto, il Comune di Grumello ha dato il secondo semaforo verde per il secondo impianto di lavorazione della gomma a Grumello (via Pertini, 33 mila metri quadrati di superficie territoriale, 10 mila e 500 metri quadrati di superficie coperta, tre padiglioni produttivi: mica uno scherzo). Semaforo verde significa escludere il progetto dalla valutazione ambientale strategica.

A chi sostiene che mi oppongo a qualunque progetto, suggerisco anzitutto di leggere le carte dei progetti presentati, pieni zeppe di errori e lacune (a mio avviso), a cui il Comune di Grumello risponde con una serie di “si prende atto”. Ne segnalo uno tra tutti: le tecnologie che verranno utilizzate per abbattere gli inquinanti  e gli odori vengono copia-incollate da un provvedimento regionale. Ci fosse stato il sottoscritto in Comune, un progetto che non dettagliasse i metodi utilizzati per salvaguardare la salute dei cittadini sarebbe finito nel cestino. Chiaro?

In seconda battuta, a chi critica lo stop ad ogni iniziativa imprenditoriale fornisco questa doppia proposta:

1. sottoporre gli strumenti urbanistici a valutazione ambientale strategica, in cui si affrontino tutti gli impatti della lavorazione della gomma in modo trasparente, tecnicamente completo e partecipato (la gente deve conoscere!). Faccio presente, sempre a titolo di esempio, che l’agenzia della salute (ATS) segnala a ripetizione che i forni a ciclo aperto dovrebbero essere vietati e che gli impianti dovrebbero essere esclusi dai contesti urbani fragili.

2. Adottare il modello di Adrara San Martino, un mix di censimento delle aziende e delle emissioni (rivoluzione!), sportelli comunali ad hoc per gestire le pratiche, ricerca, sperimentazione, controlli ambientali e regolamentazioni comunali.

Nella Valcalepio, a Telgate, a Grumello mancano entrambi questi passaggi, perchè manca la volontà amministrativa dei sindaci, degli assessori all’ambiente, dei consiglieri comunali.

Seguite la mia proposta, e vedrete che la gomma arriverebbe nei nostri paesi, ma in forma regolamentata e controllata. Con un vantaggio indiretto: che gli imprenditori attenti ai temi ambientali passerebbero il test senza problemi, gli altri verrebbero bloccati a monte.

Sono pronto a formalizzare nel dettaglio questa proposta. Ma temo che la Lega della Valcalepio non ci stia, ed è questo il vero problema, visto che amministrano quasi tutti i nostri Comuni.

Ricordatelo.

Fabio

Autore: Fabio Turani

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