Ott
21
2018

Semaforo verde per la gomma a Grumello

Ce l’hanno fatta, a superare la valutazione ambientale: lavorare la gomma a Grumello non richiede nessun ulteriore approfondimento degli impatti sulla salute pubblica. Sintetizzo così l’esito della conferenza di venerdì scorso sul primo progetto per la produzione di guarnizioni in via Cesare Battisti a Grumello (ditta Ar-Tex).

Complimenti, il piano leghista di matrice telgatese-grumellese di trasformare il territorio in serre, supermercati e gomma sta finalmente prendendo forma. Complimenti davvero. Naturalmente senza una valutazione ambientale complessiva, perchè non è necessaria, in un territorio così vivibile e salubre come il nostro, o no? Con una qualità dell’aria così buona, con un consumo di suolo agricolo così limitato, con torrenti in cui scorre acqua così limpida, perchè frenare le attività inquinanti?

Basta leggere il verbale della conferenza di venerdì scorso per trarre alcuni semplici insegnamenti:

1. la totale sproporzione di competenza tra il privato e il pubblico: il privato si presenta con i suoi specialisti della materia (gomma, nel caso specifico), in grado di ribattere a qualunque osservazione, l’ente pubblico ascolta e “prende atto”. E’ accaduto con le mie osservazioni, in cui precisavo che il calcolo dell’emissione degli inquinanti fosse errato, e che un paio di studi internazionali mettessero in serio dubbio gli effetti sulla salute della lavorazione della gomma. Volete sapere la risposta? “In sede di prima conferenza si è preso atto del parere”. Cosa cavolo significa rispondere in questo modo a due domande specifiche?

2. i Comuni non sono in grado di affrontare il problema della gomma in termini complessivi e, dunque, di tutelare la salute dei cittadini (a mio avviso): quando si fa notare al Comune di Grumello che il problema non riguarda le emissioni in atmosfera di un impianto, ma la somma delle emissioni di tutte le industrie della gomma (due peraltro già attive a Grumello), il Comune risponde sostenendo che ogni progetto va valutato singolarmente. E’ sbagliato, sbagliatissimo! Se il Comune non valuta la fotografia globale delle industrie insalubri del proprio territorio, a chi spetta il compito? Allo Spirito Santo?

3. ATS è seriamente preoccupata per l’industria della gomma a Grumello. Questo mi sembra un punto fondamentale: le note che i funzionari dell’agenzia della salute hanno trasmesso al Comune sul progetto della Ar-Tex mettono in discussione la lavorazione della gomma, dato che il contesto in cui si colloca è ritenuto fragile (capito?). Non solo: chiedono di valutare bene se concedere di svolgere lo stampaggio a caldo nella zona proposta, di produrre persino una perizia giurata che escluda l’utilizzo di forni a ciclo chiuso e di trasmettere una dichiarazione sui sistemi di abbattimento che veranno installati. Osservazioni pesanti, delle quali il Comune “prende atto”. Sconfortante.

Di fronte a questo, lo ribadisco ancora, ci sono due possibilità: cambiare gli amministratori, scegliendo gente che abbia a cuore la difesa della salute pubblica e non le chiacchiere verdepadane, o fare le valigie. Leggendo lo strumento urbanistico di Telgate e queste vicende grumellesi, consiglio la seconda opzione, visto che prima del voto di maggio il territorio sarà già compromesso.

Fabio

P.S. nel prossimo articolo vi parlerò del parere regionale che mi è pervenuto in settimana sulle serre. Tenetevi forte.

Autore: Fabio Turani

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