Set
8
2018

Il diavolo fa le pentole…

Chi amministra un Comune dovrebbe tener ben presente il detto del diavolo che fa le pentole, ma non i coperchi. E così è stato a Telgate la scorsa settimana, quando di fretta e furia (mercoledì, per la precisione) è stata pubblicata una delibera in cui si avvia un’altra variante allo strumento urbanistico.

Notate bene: appena terminata una variante, ne parte un’altra immediatamente.

Ci sono una serie di problemi legati all’avvio di una nuova variante (oltre al solito meccanismo del copia-incolla mal fatto), del tipo:

1.  la variante 1 da mezzo milione di metri quadrati di serre e della gomma non è stata pubblicata, nè sull’albo pretorio comunale, nè sul bollettino regionale. Quindi quella variante non esiste nei fatti.

2. Se la variante 1 delle serre e della gomma non è attuativa, non è possibile avviare una nuova variante. L’avviso pubblico che è stato pubblicato venerdì 7 settembre è dunque palesemente illegittimo, perchè non risulta possibile formulare proposte su documenti che non esistono. E’ persino scontato scriverlo.

3. La fretta di concludere la seconda variante in questo mandato amministrativo non è per niente giustificata. Se i motivi fossero nella solita tiritera dei posti di lavoro (ormai è il mantra che giustifica qualsiasi cosa), la soluzione sarebbe stata semplicissima e persino economica: ri-adottare lo strumento urbanistico, introducendo le tre modifiche (peraltro minori) richieste. Hanno invece approvato senza problemi quattro nuove superfici di serre, ma rimandato l’ampliamento di un’azienda ad un’altra variante. Senza senso.

4. La nuova variante sarà probabilmente sottoposta a valutazione ambientale strategica. Paradosso dei paradossi: mezzo milione di metri quadrati di serre e l’apertura all’industria della gomma non sono stati valutati dal punto di vista ambientale (semplifico, ma così la penso), mentre un imprenditore che lavora le pietre – che quindi svolge un’attività ad impatto quasi-zero – che intende ampliare i capannoni si troverà ad essere sottoposto ad analisi ambientale.

Sapete già come la penso, ma ribadisco per l’ennesima volta la mia proposta originaria: no all’industria della gomma a Telgate, ampliamento limitato delle serre, censimento di tutte le serre costruite senza permesso e rispettiva regolarizzazione (o rimozione), area di tutela agricola a sud del Comune (PLIS), porte aperte a progetti imprenditoriali seri e sostenibili (ne ho citato uno poche righe sopra), valutazione ambientale strategica di tutto il piano. E, non da ultimo, avviso pubbblico per selezionare il nuovo urbanista, cambiando il consulente attuale.

Un progetto di paese differente da quello che le Leghe della Valcalepio ci stanno prospettando: un modello fatto di serre a sud, gomma in prossimità dell’autostrada (che sia Telgate o Grumello), e supermercati. Un modello che io ritengo non sostenibile dal lato ambientale e debolissimo sul fronte occupazionale.

Deciderete voi (noi) elettori su queste questioni concrete, il 26 maggio 2019. Non sul tifo per i gialli, i blu o rossi, ma su questi aspetti molto precisi che riguardano il futuro nostro e delle prossime generazioni.

Fabio

P.S. sono state pubblicate le osservazioni sul primo progetto della gomma a Grumello. Arpa e ATS hanno battuto un colpo, molto forte. Ve ne parlerò nel prossimo articolo.

 

Autore: Fabio Turani

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