Ago
4
2018

Fermateli!

E’ stato pubblicato di recente il primo volume della quarta edizione della più vasta ricerca statunitense sui cambiamenti climatici (Climate Science Special Report: Fourth National Climate Assessment (NCA4), Volume I). Tredici agenzie americane hanno prodotto modelli per indagare le cause dei guasti ambientali che stiamo sperimentando ormai settimanalmente (incremento della temperatura superficiale terrestre e degli oceani, scioglimento dei ghiacciai, innalzamento del livello dei mari, acidificazione, ondate di calore con incendi delle foreste, tempeste, alluvioni, ecc.). Il risultato è doppiamente inquietante: c’è una probabilità superiore al 95% che questi cambiamenti abbiano origine umana, e il superamento della soglia di 400 parti per milione di concentrazione di anidride carbonica rende quasi irreversibili cambiamenti climatici con conseguenze imprevedibili.

Se leggi questo imponente studio (basato su numeri, non su percezioni), e non intuisci che c’è un legame diretto con le scelte che fai a livello locale, ad esempio sul consumo di suolo agricolo e sul disboscamento (che valgono il 40% del riscaldamento terrestre), allora puoi riempirti la bocca di posti di lavoro e di sviluppo del territorio, ma non capisci che ti stanno tremando le fondamenta sotto i piedi. Comprendere che si deve porre il freno all’urbanizzazione dei nostri Comuni è diventata ormai la priorità numero uno, visto che i medesimi scienziati scrivono nero su bianco che i tempi dei cambiamenti climatici stanno diventando più brevi di quelli dei cambiamenti delle nostre abitudini (leggere il climatologo Gianmaria Sannino sul Corsera di domenica 29 luglio).

Quello che sta capitando alla Valcalepio è un cammino in direzione contraria. Non vi avessi già parlato dell’enorme distesa di serre in arrivo a Telgate (che ho stimato in almeno 450 mila metri quadrati) e della gomma a due passi dalle abitazioni, che il Comune di Grumello ha infilato l’avvio di una doppia variante allo strumento urbanistico per ben due impianti di lavorazione della gomma.

Il primo impianto verrebbe realizzato lungo via Pertini, con tre strutture produttive in un unico comparto da 33 mila metri quadrati, il secondo in via Cesare Battisti, con cambiamento di destinazione d’uso di una struttura esistente per consentire l’installazione di un ciclo completo di produzione di guarnizioni.

L’idea è semplice, e identica a quanto già avvenuto a Telgate: togliere il divieto di lavorazione della gomma e di altri elastomeri, che ancora sussiste a Grumello. Non solo: si chiede al Comune di non procedere con la valutazione ambientale strategica, perchè gli impatti sono limitati.

Il Comune di Grumello ha già espresso un primo orientamento favorevole ad escludere la valutazione ambientale il 24 luglio scorso. Vi sareste aspettati il contrario, da un paese ultra-cementificato (sempre a mio giudizio, chiaramente)? E come pensate che vadano a finire le due operazioni? Con un’inevitabile approvazione, con le solite prescrizioni, i soliti bei principi scritti su carta e non realizzati, i soliti controlli futuri, le “mitigazioni” o le “compensazioni” per far dormire tutti tranquilli.

Io non ci sto. Vedere trasformare la Vacalepio nella Valle della gomma, delle serre e dei supermercati (un nostro concittadino mi ha sugggerito la definizione di “valle della morte”, derivandola da un altro territorio vicino) non si può accettare. Presenterò osservazioni ad entrambe le operazioni di Grumello, chiederò ancora mobilitazioni, faremo altre assemblee.

Voi potete fare un altro gesto concreto: non votarli più alle elezioni. E votare per chi propone valutazioni ambientali serie ed indipendenti prima (prima! prima! prima!) di insediare industrie insalubri.

Fabio

 

 

Autore: Fabio Turani

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