Lug
1
2018

Sindaci a Pontida. E chi pensa alla Valcalepio?

Preparatevi anzitutto al consiglio di lunedì 16 luglio, alle ore 18, presso la sala consigliare. Si tratta del consiglio più importante di questi cinque anni amministrativi, in cui si deciderà dei 30 campi da calcio di nuove serre e dell’industria della gomma. Mi pare evidente che se i miei tentativi di smontare pezzo per pezzo la variante non andassero in porto e la variante venisse approvata nella sua versione attuale (pia illusione), sarà meglio trasferire la residenza altrove.

In questo contesto locale, si inseriscono ben tre notizie della settimana che interessano la Valcalepio:

  1. la nomina del nuovo comitato di gestione della “strada del vino e dei sapori della Valcalepio”, che rappresenterebbe un’incredibile opportunità di sviluppo enogastronomico e turistico del nostro territorio incentrata sulla coltivazione del Valcalepio doc;
  2.  la pubblicazione dello Studio di Confindustria Bergamo sulle infrastrutture bergamasche, nel quale l’asse Chiuduno-Capriolo, che noi chiamiamo terzo lotto della SP 91 e variante alla SP 469, è inserito con parametri quantitativi tra le 17 infrastrutture prioritarie. Ricordo che per quest’opera esiste già un progetto preliminare.
  3. la notizia della denuncia di due cittadini albanesi che sfruttavano otto donne per sbavare in casa stampi in gomma pagandole tre euro l’ora.

Di fronte a questi fatti, non ho sentito nè letto le reazioni di un singolo sindaco della Valcalepio. Muti.

Dobbiamo promovere insieme il territorio creando un unico distretto a vocazione enogastronomica? Ognuno faccia per sè.

Proviamo a coordinarci per fare pressing sulla Provincia di Bergamo e, soprattutto, su Regione Lombardia e sul Ministero delle Infrastrutture attraverso i parlamentari bergamaschi, affinchè si trovino fondi per il terzo lotto della SP91 e, magari, per la riqualificazione del casello A4 di Telgate? Problemi degli altri.

Ci mettiamo in rete per contrastare il caporalato nell’industria della gomma? Ci pensi l’ispettorato del lavoro.

L’aspetto paradossale, che ho più volte rimarcato, non è solo l’assenza di una visione strategica sovracomunale, ma, addirittura, la conflittualità tra amministrazioni dello stesso partito o dello stesso orientamento. Uno prevede il 2% delle serre sul proprio territorio, l’altro realizza un distretto con il 60% di copertura. Uno costruisce cinque supermercati (e siede nel comitato di gestione della Strada del vino!), l’altro gli fa ricorso al TAR. Uno vuole collegare due comuni con una passerella ciclopedonale, l’altro gli realizza una pista ciclabile per unire un altro Comune. Uno parte lancia in resta con il progetto di una variante impossibile alla SP 91, gli altri sindaci non se lo filano.

Vadano pure i sindaci a ripetere il giuramento del 1167 contro il Barbarossa, ma il giorno dopo i nostri paesi non ne traggono nessun beneficio concreto.

La mia proposta, che sostengo ormai da un decennio, è la fusione dei Comuni in un’unica realtà amministrativa di almeno ventimila abitanti, l’unica strada per costringere gli amministratori locali a pensare su una scala più grande e per elevare la qualità dei politici locali, ottimizzando al contempo le risorse economiche. Ma non c’è un singolo partito che pensi a questa evoluzione naturale degli enti locali.

Avanti così, allora, lasciando che le questioni cruciali ci passino sopra la testa.

Fabio

Autore: Fabio Turani

Scrivi un commento

You must be logged into post a comment.