Lug
7
2018

Gomma e serre: ancora in piazza

Domani (domenica, per chi legge) saremo nuovamente in piazza per invitare i cittadini al consiglio comunale del 18 luglio alle ore 18 presso il centro Biennati. L’orario è molto infelice, tuttavia il consiglio durerà diverse ore (garantisco) e, pertanto, è possibile partecipare anche dopo cena.

Spero che vengano anche i campioni di Facebook, lasciando a casa le tastiere per venire ad ascoltare e formarsi un’idea diversa dal tifo per il Capitano. Chi ha orecchi, intenda.

Rispetto alla variante delle serre e della gomma, non vi sono novità sostanziali, se non la costituzione di un gruppo di lavoro tra numerosi attivisti della Bassa bergamasca – coordinati da Legambiente – per stilare una proposta di riforma delle vergognose leggi e delibere regionali sulle serre fisse e mobili. Alla prova del nove, vedremo quanti consigli comunali sosterranno una proposta che restituisca ai Comuni la facoltà di stabilire i rapporti di copertura.

La proposta di riforma è praticamente pronta e si basa proprio sul caso-Telgate, sebbene il documento arriverà nel nostro consiglio fuori tempo massimo, salvo eventuali ricorsi amministrativi che sospendano la nostra variante.

Anche l’audizione in V commissione, che ho chiesto il 21 maggio scorso, è ancora in stand-by, ma le motivazioni politiche mi sembrano scontate: la Lega non vuole cambiare la delibera sulle serre, mentre gli altri partiti dormono profondamente. Pensate che io molli, di fronte a questa inerzia?

Frattanto, la vicenda della gomma ha assunto ricadute occupazionali, di cui preferisco non parlare su questo sito, sebbene mi stia adoperando affinchè nessuno perda il posto di lavoro.

La vicenda della Coimp, da ultimo, ha assunto nelle ultime settimane un risvolto che mi preoccupa: se non fosse perchè ci sono in circolazione cittadini attenti e molto preparati (evviva la gente che si informa!), ci saremmo trovato una conversione di un deposito in fonderia di alluminio. Sto approfondendo la questione in tutti i dettagli in vista di un’interpellanza consigliare, ma questo episodio fa capire quanta distanza esista tra ciò che si scrive negli strumenti urbanistici e la realtà. Mi riferisco alla valutazione di compatibilità, che non funziona per nulla, e funzionerà ancor meno dopo la variante.

La riprova è semplice: che un Comune debba interpellare ATS e ARPA per chiedere un parere su un’attività di deposito che dieci anni fa era stata dichiarata incompatibile dall’ASL per destinazioni diverse lascia disarmati. Su questo, manca però l’input politico, che, su questo tipo di urbanistica, è inesistente.

Fabio

Autore: Fabio Turani

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