Mag
19
2018

Come va la raccolta firme?

Perdonatemi se comincio con un inciso, ma la notizia del trasferimento della Guardia di Finanza a Grumello del Monte mi ha fatto sorridere. Non aggiungo altro, nemmeno battute, se non augurare buon lavoro ai finanzieri.

Veniamo ai fatti nostri.

A Telgate ci sono 71 campi da calcio regolamentari. Il primo è quello di via Tasso, gli altri 70 sono occupati da serre. Serre fisse, come stabilisce la variante urbanistica. Se la logica esiste, e se la serra è fissa, necessita di permesso di costruire per essere installata. Domandatevi quante serre di Telgate abbiano un titolo edilizio, e immaginate la risposta. Se fossi stato sindaco, sarei partito dalla ricognizione proprio delle serre con e senza permesso di costruire.

La variante aggiunge altri 30 campi da calcio regolamentari di serre fisse, senza considerare che le serre mobili, per gentile provvedimento regionale, sono invisibili, cioè si costruiscono senza permesso di costruire.

Quando prendi atto di questa invasione, non ti sorprende che domenica scorsa 300 cittadini telgatesi abbiano firmato al gazebo in sole tre ore. Un segnale di contrarietà al cosiddetto “ambito territoriale delle attività agricole in struttura protetta”, cioè un’area da 58 ettari che ci renderebbe, insieme al quadrilatero delle serre della bassa pianura (Cividate, Martinengo, Romano e Calcio), i campioni del mondo del settore.

Se fate due conti, il distretto telgatese e quello della bassa ammonterebbero a quasi 170 ettari di serre fisse, quando i dati Coldiretti del 2017 indicherebbero una superficie complessiva per la provincia di Bergamo di 181 ettari. Questo significa che, se unite gli altri Comuni che ospitano serre fisse – pensate alla vasta superficie tra Chiuduno e Carobbio -, la superficie reale provinciale è probabilmente almeno doppia.

Tutto questo avviene senza che un singolo Comune abbia svolto una valutazione ambientale (che noi abbiamo chiesto, e che è stata bocciata) e senza includere la superficie delle serre mobili, cioè il regno dell’ignoto.

I cittadini hanno capito benissimo che questo settore è fuori controllo dal punto di vista urbanistico, ma non lo hanno compreso nè i primi cittadini (l’articolo de L’Eco di Bergamo del 7 maggio fa capire platealmente l’incompetenza sul tema di numerosi sindaci), nè la Regione Lombardia, che sta invece spingendo in direzione contraria.

Per questo motivo, una volta inviate le firme al Comune di Telgate (lunedì), prenderò carta e penna e chiederò un’audizione al Pirellone, affinchè si informino i consiglieri regionali di persona  e con numeri alla mano che è necessario restituire potere di regolamentazione ai Comuni e si limitino gli eccessivi – a mio giudizio – benefici di cui gode questo settore.

Questo è il massimo che si possa fare (insieme a quel benedetto PLIS!), e che credo restituisca valore a coloro che hanno messo la firma sui moduli in queste settimane.

Fabio

Autore: Fabio Turani

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