Apr
7
2018

Gioielli di famiglia

Divertente l’articolo scritto oggi (sabato) da Fabio Paravisi sul Corriere e relativo al sindaco di Chiuduno Locatelli: perso il treno per un posto in Parlamento, non candidato alle regionali, il partito gli ha trovato il posticino come capo-segreteria dell’assessore regionale allo sport e ai giovani. Manco fossimo nella prima repubbblica, ricadiamo nella solita spartizione delle poltrone. Tanto, come mi riferisce in tutta sincerità un amico-amministratore leghista, per cinque anni è tutto pagato.

Chi di voi si prenderebbe infatti la briga (io ho fatto l’esercizio) di andare a leggere i curriculum dei consulenti degli organi politici regionali e i rispettivi emolumenti? Il sindaco Locatelli ha percepito pochino sinora (solo 7 mila euro lordi l’anno dal 2013), ma nel 2017 la Regione ha erogato ben 811 mila euro di incarichi a consulenti per compiti molto discutibili. Due esempi: 25 mila euro per la “gestione delle tematiche riguardanti l’immigrazione” (chissà cosa avrà fatto costei, visto che la materia è di competenza statale), 30 mila euro per “rapporti con la stampa nazionale ed internazionale presente a Expo 2015” (somma pagata nel 2016, un anno dopo la fine di Expo).

Il messaggio che passa è dunque diseducativo: se entri nel partito giusto, puoi vivere di politica, anche se hai un curriculum semi-vuoto. Avete abboccato anche questa volta, cari elettori, quindi per cinque anni si continua così.

(Inciso: chi fosse interessato alla materia, mi scriva in privato, che gli manderò volentieri i profili di questi consulenti).

Cambio tema. Ho letto in settimana una delibera di giunta riguardante il pozzo di petrolio del nostro Comune: il parcheggio via 4 novembre, quello prossimo all’autostrada. Immaginerete che il Comune guadagni una cifra notevole dagli incassi di questo parcheggio, vista la posizione strategica e il suo discreto sfruttamento.

Sapete quanto ci ha versato la società concessionaria in dieci anni di gestione (2007-2017)? € 2.563,67, cioè 250 euro all’anno. Spero davvero che ci sia qualche errore di scrittura o di interpretazione da parte mia, perchè, in caso contrario, ci sarebbe da sollevare un caso politico.

Capisco che la convenzione risalga al passato, e comprendo pure che il concessionario ci abbia regalato i parcometri, ma qualcosa non torna.

Facciamo due conti: il parcheggio è dotato di 60 posti auto, e ipotizziamo che sia utilizzato in media al 50% all’interno di una fascia a pagamento giornalieria di 12 ore. Supponiamo che la tariffa oraria sia di 50 centesimi per ora, con l’applicazione della tariffa per 7 giorni. In queste condizioni “di mercato”, il Comune dovrebbe incassare 65 mila euro all’anno, che detratto l’incasso per il concessionario, porterebbe ad una somma netta di 40 mila euro.

Come giustifichiamo una differenzia così madornale? Si ponga dunque rimedio al più presto, con queste proposte:

1. si assuma la gestione diretta del parcheggio da subito, senza alcuna concessione (se possibile);

2. si riattivino i parcometri (o li si sostituisca con versioni più moderne) e si fissi una tariffa di almeno € 0.5/h per una fascia di 12 ore giornaliere;

3. si faccia una campagna di controlli e si applichino le sanzioni ai trasgressori.

Questo è un esempio concreto che spiega perchè non servano proposte mirabolanti, ma, piuttosto, che la macchina tecnico-amministrativa del Comune funzioni bene, costi di meno e presti attenzione alle entrate. Lo sostengo ormai da quattro anni, pur capendo che la pubblica amministrazione sia restia ad ogni cambiamento.

Nel caso specifico, immaginate cosa accadrebbe se il proprietario fosse un soggetto privato, e quali azioni immediate adotterebbe.

Attendo novità, con una certa urgenza. E vi riferirò su questo sito, al solito.

Fabio

Autore: Fabio Turani

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