Mar
18
2018

Quando partono i lavori?

Permettemi anzitutto di segnalare due questioni urgenti per il nostro paese: lo stato di impraticabilità di via Pertini e i furti nelle abitazioni, che molti di voi stanno segnalando in questi giorni sui social network (continuate a farlo, è importante).

Mentre sul secondo tema si può solo chiedere di far leva sull’accordo del nostro Comune con l’Unione Media Val Cavallina del luglio 2017 per potenziare il servizio di polizia locale, specialmente in questo periodo di insicurezza dei cittadini, sul primo argomento siamo al limite dell’ordinanza di chiusura della strada. Avrete notato che nel corso dell’ultima settimana l’illuminazione pubblica si è disattivata, rendendo il tratto di strada tra via Passerera e il casello A4 a rischio di incidenti tra auto e mezzi pesanti.

Capisco bene che la competenza di questa arteria sia provinciale, ma continuo a leggere dichiarazioni da Via Tasso che fanno riferimento ad una lunga serie di interventi su strade provinciali ad eccezione di questa. Fosse toccato a me, sarei arrivato alla provocazione di minacciare la Provincia di chiusura di questo tratto.

Al netto di queste premesse, vi informo che lunedì corso la Provincia ha pubblicato il bando di gara – ancora senza data – per l’alienazione del terreno di via Gery in cambio di opere pubbliche.

Vi ho già scritto in precedenza che questo bando presenta alcuni problemi tecnici, tra cui la sottostima del valore dell’immobile a 900 mila euro e la scelta delle opere pubbliche non prioritarie che il privato dovrebbe realizzare per il Comune.

L’aspetto nuovo di questo bando è, tuttavia, la doppia clausola imposta all’aggiudicatario, che sintetizzo così: acquisisci il terreno mediante rialzo sul valore di 900 mila euro ed esegui opere pubbliche al ribasso, cedendo la differenza al Comune.

Inciso: qualcuno ricorderà il mio esposto del 2014 sul caso Mi-Vi, in cui i ribassi rimasero nelle tasche del privato e le casse pubbliche ci rimisero oltre 200 mila euro: dopo quattro anni, abbiamo capito il concetto.

Con questi nuovi requisiti, il Comune riuscirà a recuperare almeno 250 mila euro, io stimo; tuttavia, e questo è il punto saliente, il bando che verrà pubblicato a giorni sarà molto meno succulento per l’operatore privato, il quale dovrà realizzare opere pubbliche al ribasso, acquisire un terreno circondato da due ambiti inedificati, e versare almeno 150 mila euro al Comune. In altre parole, l’impresa che si aggiudicasse la gara lo farebbe per mettere operai al lavoro, non certo per guadagnarci (salvo costruire qualche nuovo capannone vuoto).

Ma allora, ci si potrebbe chiedere, come si possono realizzare opere pubbliche, se non in questo modo? Se servono più di tre anni per vendere un terreno – come nel caso in questione – come fai a rifare la piazza, a rendere pedonale via Crocefisso, a trasformare in parcheggio il centro Biennati?

Non ho una risposta semplice, ma qualche proposta concreta:

1. fare programmazione reale su un arco temporale di almeno 5-10 anni, non anno per anno; la pianificazione aiuta grandemente, perchè evita il pathos da campagna elettorale permanente;

2. tagliare un pò di spesa pubblica sull’acquisto di beni e servizi, su cui la macchina comunale è resistente da anni (adottare qualche principio delle aziende private servirebbe, eccome!);

3. alienare immobili comunali solo a condizioni di mercato, non a tutti i costi (l’esempio dell’ex-acquedotto di via Arici vale come esempio);

4. mettere in fila le priorità, investendo i soldi risparmiati o incassati per sistemare le due scuole e il municipio contro il rischio sismico, e poi, in fondo al programma, realizzando il percorso pedonale verso San Giuliano.

Mi rendo conto che questo non scaldi il cuore, però è l’unica strada percorribile. Salvo che qualcuno ci porti un pò di sano federalismo e una riforma seria dei Comuni, ma questa è roba che non appassiona più nessuno. O meglio, interessa a chi legge ogni giorno le determine di spesa, o a chi analizza attentamente da nove anni i bilanci comunali.

Merce rara, in un periodo in cui studiare è peccato.

Fabio

 

Autore: Fabio Turani

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