Mar
11
2018

Ma serve davvero la competenza?

Il primo atto del neo-presidente della Regione è stata la visita a coloro che hanno scritto la delibera regionale sulle serre. Quella, per intenderci, che ci regalerà eventuali 220 mila metri quadrati di nuove serre a Telgate, grazie alla combinazione di questa delibera e della legge urbanistica regionale.

Buon inizio, non c’è dubbio. Chi sperava che questo provvedimento fosse cancellato (come il sottoscritto), può stare tranquillo per altri cinque anni: la liberalizzazione continuerà, con buona pace dei Comuni e delle relative aree agricole (e dell’ambiente).

Ciò che tuttavia mi ha realmente colpito della campagna elettorale è stata la lettura dei profili degli eletti. Mi viene in mente in particolare una persona (di cui non farò il nome), che ho incontrato in un dibattito.

Racconto l’episodio: dibattito a quattro, con moderatore. Nell’arco dell’intera serata, questo/a candidato/a riesce soltanto a farfugliare che si occuperà genericamente di lavoro e di giovani, con la solita denuncia al governo falimentare, il tutto condito dallo slogan stravecchio de “i giovani sono il futuro”. Proposte zero, numeri zero, progetti concreti zero (direi anche: conoscenza della lingua italiana zero).

Un dibattito talmente scadente che me ne sono andato prima della fine, per disperazione.

Vabbè, mi sono detto, questo (o questa) sarà il/la solito/a riempilista. Niente affatto: domenica scorsa è stato/a eletto/a alla Camera dei Deputati. Vado allora a leggere il profilo di questo (o questa), e trovo il nulla. Cosa avrà mai fatto prima di candidarsi? Solo un pò di attivismo nel movimento, e stop.

Il problema, cari lettori, non consiste nel vincere o perdere le elezioni, ma nel saper governare il giorno dopo essere stati eletti. Se vieni eletto alla Camera e non hai nessuna competenza specifica da offrire, vai a Roma a scaldare la sedia. Come potrà questo neo-eletto valutare una legge di stabilità, o giudicare una riforma fiscale, o intervenire in Parlamento sulla politica estera?

Cosa c’entri tutto questo con la politica telgatese è presto detto: se tu mandi a Roma personale politico così squalificato, ti puoi permettere a livello locale, chessò, di dimenticare 900 mila euro dal bilancio previsionale (vedi consiglio comunale di venerdì 2 marzo), o di non conoscere lo strumento urbanistico del tuo paese. Ciò che conta è l’adesione ideologica, l’alzata di mano in consiglio, e tutti contenti.

Il problema reale che percepisco, e che mi suggerisce che il mio tempo stia per scadere, è che la competenza non è più una virtù, o una pre-condizione, ma una colpa.

Se è così, meglio cambiare mestiere.

Fabio

Autore: Fabio Turani

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