Mar
25
2018

Grumellocenter – parte trentatreesima: a carte scoperte

Ho ottenuto finalmente la copia del progetto del primo lotto di Grumellocenter, quello adiacente la ferrovia. La foto (rendering) dell’area a fine lavori è questa:

 

 

 

 

 

 

 

 

Come vedete, è previsto un supermercato Lidl da 1422 metri quadrati di superficie di vendita, e una seconda struttura affiancata con superficie di vendita di 700 metri quadrati. In aggiunta, un parcheggio con 168 posti auto. In allegato al permesso di costruire, il costruttore ha già predisposto tutti i progetti e ottenuto tutte le autorizzazioni, come a dire che a breve i lavori partiranno.

Peccato solo che dall’altra parte del cavalcavia autostradale ci sia il Comune di Telgate, che così viene etichettato dai consulenti del costruttore (cito testualmente, a voi il giudizio): “E’ solo un tentativo protezionistico dei negozi di vicinato da parte del Comune di Telgate il quale dimentica che l’obiettivo della pubblica Amministrazione è quello di soddisfare la pubblica utilità corrispondendo il miglior servizio al cittadino consumatore.

Non ritengo necessario replicare a Viblos, perchè sentiranno presto la risposta del nostro Comune. Il quale sta lavorando con discrezione al ricorso contro il permesso di costruire, quindi è opportuno non fornire alcuna anticipazione ai tanti occhi che stanno leggendo questo articolo.

Mi preme solo sottolineare alcuni problemini di carattere politico:

  1. con questo progetto, il Comune di Grumello del Monte diventa un paese-supermercato, con sei medie e grandi strutture di vendita alimentari. Altro che discutere di parchi commerciali o strutture unitarie, la Giunta leghista di Noris ha messo in atto un programma di trasformazione simile a quello di Curno: una serie concatenata di supermercati, negozi e altre medie strutture, tutte rigorosamente al di sotto di 1500 metri quadrati di superficie. Leggere il loro strumento urbanistico per credere.
  2. Questo piano urbanistico, che trovo allucinante, è fondato sulla Direttiva Bolkestein che, guarda caso, si ritrova citata pari pari anche nella documentazione del permesso di costruire del primo lotto di Grumellocenter di febbraio. I casi sono due: o la sindaca di Grumello viene estromessa dal suo partito, o il sindaco di Telgate viene messo a tacere. Il caso è ormai dichiaratamente politico, e non si può più far finta di nulla. Io sono fortemente contrario alla Direttiva europea sui servizi, perchè sta annientando l’equilibrio dei nostri centri storici, ma la Lega della Valcalepio con chi sta? I sindaci di Bolgare e Chiuduno da che parte stanno? I nuovi consiglieri regionali sostengono Sala o Noris?
  3. Ecco, la Regione Lombardia. Se fossi in consiglio regionale, proporrei una piccola leggina che sistemi la delibera regionale sulle grandi strutture di vendita del 2013, inserendo questo principio: se realizzi due o più medie strutture di vendita all’interno del medesimo lotto, indipendentemente da qualunque altra condizione, questa è una grande struttura unitaria. Si porrebbe fine alle tante ambiguità con due righe di testo. Chi è disposto a farsi carico di questa proposta?
  4. Proposta numero due per i consiglieri regionali: se il peso insediativo delle strutture di vendita di un Comune è inferiore a 1.5, ogni nuova media struttura di vendita finisce in conferenza di servizi provinciale.

Ci sarebbe infine un’ultima proposta: non rivotare mai più il gruppo che amministra Grumello del Monte da decenni e riscrivere da zero il piano del commercio; più che una proposta, è un auspicio per il 2019. Sperando che l’opinione pubblica grumellese, se esiste, si faccia sentire nella cabina elettorale.

Fabio

Autore: Fabio Turani

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