Mar
31
2018

Grumellocenter – parte trentaquattresima: Telgate ricorre (per la terza volta)

Questa settimana è ricca di spunti, la maggior parte dei quali verranno ripresi negli articoli delle prossime settimane. Mi riferisco in particolare, all’ormai conclamata discarica a cielo aperto di via Passerera, su cui urge un intervento del Comune deciso e risolutivo, così come i risultati della valutazione del terreno di via San Giuseppe, che abbiamo chiesto ad un professionista indipendente. Ne riparleremo.

La notizia più rilevante è, tuttavia, quella relativa allo scontro finale tra il Comune di Telgate e Grumello su Grumellocenter. Attraverso una rapida sequenza di provvedimenti, la Giunta di Telgate ha incaricato il legale di assestare il terzo colpo alle autorizzazioni del polo commerciale, ricorrendo al tribunale amministrativo contro il doppio permesso di costruire del 21 febbraio e del 26 febbraio.

Per farla breve, il Comune di Telgate ha ricorso contro ogni permesso che Noris&sodali abbiano prodotto dal 2016 in poi. Con un’aggiunta significativa, che avevo già anticipato in articoli precedenti: il nostro Comune ha chiesto che il permesso per le due strutture di vendita sia sospeso, per evitare che i lavori comincino.

Se questo non è scontro istituzionale al massimo livello, fate voi.

Non vi illustrerò le motivazioni del ricorso telgatese, sebbene mi dispiaccia, vi informo soltanto che l’avvocato Messi ha fatto un ottimo lavoro.

Gli scenari che prevedo, a questo punto, sono i seguenti:

– scenario 1: se il giudice amministrativo riconoscesse i motivi del Comune di Telgate e sospendesse i permessi, il primo lotto di Grumellocenter verrebbe bloccato e si aprirebbe la strada di un probabile contro-ricorso da parte del costruttore. La sospensione di permessi sarebbe però un atto dal forte impatto, perchè indicherebbe, nero su bianco, che in Piazza Camozzi qualcosa non funziona. Una tesi che sostengo da trentaquattro articoli, ormai.

– Scenario 2: se il TAR non sospendesse i permessi, il costruttore potrebbe assumersi il rischio di realizzare comunque le due strutture di vendita. In questo caso, la sentenza successiva del TAR, che arriverebbe probabilmente ad opere eseguite, sarebbe un macigno per il costruttore (che sarebbe costretto a ricorrere nuovamente in Consiglio di Stato), oppure costituirebbe una smentita per il Comune di Telgate.

Io sostengo l’iniziativa del Comune di Telgate, che ritengo fondata su valide argomentazioni, e suggerisco agli amici grumellesi di leggere le motivazioni dei nostri ricorsi. Forse capirebbero che le decisioni politiche di un paese in materia di commercio non finiscono in corrispondenza dei confini comunali, ma interessano un bacino ben più ampio.

Sorprende, tuttavia, che la campagna sulla sostenibilità di questo modello economico dei multi-supermercati in un solo Comune sia ormai ridotta a due persone, nel nostro paese. C’è davvero da chiedersi se valga la pena di impegnarsi per tutelare gli interessi comuni, o se sia meglio lasciar fare. In fondo, a molti di voi farebbe persino comodo avere un altro -ennesimo- supermercato fuori casa. O no?

Buona Pasqua

Fabio

Autore: Fabio Turani

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