Feb
3
2018

Un appello ai giovani telgatesi

Mi sono preso l’impegno di partecipare ad alcune conversazioni di giovani telgatesi su facebook nel corso delle prossime settimane.

Oggi, in particolare, sono intervenuto in una discussione sul doppio episodio di Macerata (doppiamente tragico). I contributi che ho letto sono talmente carichi di rancore e di rabbia che un ragazzo ha invocato l’uso dell’accetta, un altro ha scritto che il termovalorizzatore di Brescia è pronto ad ospitare immigrati. Se non ci credete, andate a leggere: sono tutti nostri ragazzi, nostri figli o nostri amici.

Un altro ha scritto che vanno tutti mandati a casa del Papa (costui partecipa alla messa tutte le domeniche, peraltro), un altro dichiara che andrebbero bruciati vivi. E giù una scarica di “mi piace” di ragazzi telgatesi.

Nella seconda conversazione, un tizio sostiene che siamo tutti ladri e corrotti, tranne quelli del suo partito di riferimento. E via un’altra scarica di “like”.

In entrambi i casi mi sono permesso di precisare che sono impegnato in politica da undici anni, e non mi pare di essere nè un sostenitore di gente che commette reati terribili, nè un condannato. Se poi scrivo a costoro in privato, cominciano i distinguo (“non mi riferivo a te”, “in realtà volevo dire che”, ecc.).

Cari giovani telgatesi, avete il diritto di esprimere il vostro parere e di sostenere chi volete, ma non siete autorizzati ad invocare la re-introduzione dei forni crematori (il Signore ce ne scampi!) o ad invocare la purga per tutti coloro che si impegnano in politica.

Se volete esprimere la vostra passione per questi temi, mettetevi in gioco nell’amministrazione del vostro (nostro) Comune, invece di nascondervi dietro ad una tastiera. Non vi ho infatti mai visto ai consigli comunali o ad un dibattito pubblico, nè ad un’iniziativa di un’associazione del nostro paese.

Nè so come la pensate sulla variante urbanistica, che porterà a Telgate 150 mila metri quadrati di nuove serre e l’industria della gomma, nonchè il ritorno di alcune realtà produttive nel centro abitato. Se non conoscete cosa succede nella vostra comunità, come potete pensare di giudicare la politica nazionale?

Ecco dunque il mio appello, sincero, a voi: traducete questo rancore in impegno, non in insulti gratuiti, che seminano unicamente discordia tra persone che si conoscono da sempre.

E, per cortesia, non lasciate che, alla fine di tutto, le battaglie che contano per la nostra comunità (tipo quelle sull’ambiente) vengano lasciate ai soliti due-tre eroi. Lì serve passione e partecipazione, non indifferenza.

Ci risentiamo su facebook, o anche nei commenti di questo blog. Mi raccomando.

Fabio

Autore: Fabio Turani

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