Gen
7
2018

La sicurezza delle nostre scuole contro i terremoti

Abbiamo investito molto denaro per verificare la vulnerabilità sismica delle scuole: 21 mila euro per l’analisi tecnica e la modellazione del comportamento sismico delle strutture, 5 mila e 200 euro per gli assaggi sulle strutture stesse, 18 mila e 500 euro per la progettazione esecutiva degli interventi di miglioramento sismico della scuola elementare.

Soldi spesi bene, anzi, benissimo, perchè si è capito in modo preciso quale sia la risposta delle scuole in caso di sisma.

Badate bene: da novembre scorso conosciamo con precisione il comportamento della scuola elementare fabbricato-per-fabbricato, visto che si tratta di una costruzione realizzata in cinque parti tra il 1960 e il 1989. E sappiamo con altrettanta precisione cosa accadrebbe in caso di sisma alla scuola media, che è stata costruita nel 1920, ristrutturata ed ampliata a sud tra il 1983 e il 1984.

Leggere le 562 pagine dello studio dettagliatissimo dell’ing.Bregoli di Brescia conduce a questi risultati:

–  l’indice di vulnerabilità sismica del corpo mensa, della palestra e dell’ aula magna della scuola elementare è basso. Questo significa -in termini semplici – che un evento sismico di tipo SLV (cioè quello che corrisponde alla salvaguardia delle vite umane) porterebbe ad un crollo delle strutture non compatibile con la presenza di persone all’interno;

– l’indice di vulnerabilità delle aule didattiche della scuola primaria è decisamente più elevato, ma questo significa comunque la presenza di danni significativi in caso di terremoto;

– la scuola media è messa male in tutte le sue due parti (sia quella del 1920, sia quella degli anni 80). Gli indici sono persino inferiori a 0.2 (il riferimento per l’accettabilità è il superamento di un valore pari a 1).

Nessun allarmismo, ma una proposta concreta: mettere in campo una serie di interventi pluriennali di miglioramento sismico delle scuole. I costi sono approssimativamente i seguenti:

– 330 mila euro per gli interventi sulla suola elementare;

– 284 mia euro per la scuola media.

Come si coprono questi costi? Regione Lombardia ha messo a disposizione una serie di finanziamenti del tutto insufficienti (1.3 milioni di euro ad ottobre, oltre a 1.6 milioni di euro del piano nazionale). Se pensate a quanto denaro si è speso per il referendum del 22 ottobre 2017 (50 milioni), capite che si tratta di volontà, non di disponibilità di denari.

(Inciso: misuriamo i prossimi candidati alle regionali sull’impegno rispetto ai fondi per il miglioramento sismico delle scuole).

Telgate ha tutti i requisiti per accedere a questi fondi, visti i dati che vi ho presentato. I finanziamenti a fondo perduto vengono tuttavia erogati solo se c’è la disponibilità dell’ente locale a co-finanziare il progetto, come è successo nel Comune di Fiorano al Serio nel mese di dicembre.

Ecco la proposta: presentare un progetto esecutivo per entrambe le scuole al fine di accedere al primo bando regionale disponibile, coprendo la parte rimanente con i proventi dell’alienazione del terreno comunale di via San Giuseppe.

Le coperture dunque ci sono, serve solo la risposta alla seguente domanda: è prioritario il miglioramento sismico delle scuole o il rifacimento di piazza Vittorio Veneto? Io non ho dubbi: il primo intervento, da realizzare con impegno e con una programmazione ben precisa.

Fabio

Autore: Fabio Turani

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