Gen
21
2018

Abbiamo davvero bisogno di un’altra farmacia a Telgate?

Il 10 gennaio scorso la Giunta ha approvato l’istituzione di una seconda farmacia nel Comune di Telgate. Avrete notato che si tratta di un provvedimento già adottato a Grumello, e che si replicherà inevitabilmente negli altri Comuni.

L’idea è molto semplice: la Legge 27/2012 prevede che i Comuni verifichino ogni due anni il rapporto tra numero di farmacie e popolazione residente; questo rapporto deve corrispondere ad una farmacia ogni 3.300 abitanti. Se la popolazione è superiore del 50% (cioè maggiore di 4.951), il Comune deve informare la Regione, affinchè i farmacisti che hanno superato il concorso regionale del 2012 possano chiedere l’assegnazione di una nuova sede farmaceutica al primo interpello utile.

Strettamente parlando, saremmo dunque in ritardo di un anno, perchè questa verifica avrebbe dovuto svolgersi a dicembre 2016.

A livello pratico, il Comune ha individuato un’area ad est del territorio – per semplificare, nella zona che parte dalla Chiesa parrocchiale verso Grumello – in cui si potrebbe insediare una seconda farmacia. Toglierei il condizionale, visto che un farmacista (singolo o associato) a cui viene offerta una sede difficilmente rifiuta l’assegnazione: basta leggere l’esito dell’ultimo interpello del marzo 2017 per farsi un’idea.

Il punto è tuttavia relativo all’utilità di una seconda farmacia nel micro-Comune di Telgate (5.064 abitanti). La Legge ha ridotto il numero di abitanti per farmacia solo per motivi di concorrenza, cioè per la riduzione dei prezzi al consumatore, non per motivi di effettiva necessità.

Questo ha condotto ad una vero e proprio attacco alla professionalità dei farmacisti, che si sono trovati, in pochi anni, a subire la liberalizzazione dei medicinali di fascia C (venduti nelle parafarmacie e nei supermercati), i ritardi nei pagamenti da parte delle ATS, il calo del prezzo dei farmaci e, da ultimo, l’ingresso delle società di capitali.

Questo meccanismo ha portato alla trasformazione della distribuzione dei farmaci da un servizio sanitario pubblico, gestito da professionisti, ad una pura attività di vendita, con finalità di fatturato. Con l’effetto pratico di non creare mezzo posto di lavoro, perchè la moltiplicazione delle farmacie non deriva da un bisogno, ma solo dal tentare di creare maggiore business. Pensare poi che ogni Comune della nostra zona disponga di due farmacie (vista la dimensione dei Comuni), fa dedurre l’inutilità della Legge.

Sono dunque contrarissimo all’arrivo di una seconda farmacia a Telgate, nonostante riconosca che il Comune non possa fare nulla per impedirlo. A forza di produrre Leggi che aprono al mercato, a prescindere, ci troveremo Comuni pieni di supermercati -vedi Bolkestein- e di farmacie duplicate e gestite da grandi società di capitali.

Sperando, quanto meno, di non ammalarci il doppio, salvo che anche questo sia prescritto da una Legge in futuro….

Fabio

P.S. a marzo 2017 il numero di farmacie attive in Lombardia era pari a 1 ogni 3.479 abitanti. Non bastava fermarsi, bloccando altre aperture?

Autore: Fabio Turani

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