Dic
3
2017

Telgate ha bisogno del PLIS

E’ passata sotto traccia la notizia di una mozione regionale, approvata all’unanimità il 14 novembre scorso, con la quale si è chiesto alla Giunta regionale di rendere i PLIS – cioè i parchi locali di interesse sovracomunale – come fattore escludente nella localizzazione degli impianti di trattamento dei rifiuti.

La ragione per cui si è giunti a questo provvedimento è legata ad una cava-discarica simile al nostro ATEg39 ma situata nei Comuni di Busto Garolfo e Casorezzo (Varese), per la quale la protesta dei Comuni ha portato alla bocciatura del progetto. Dal momento che quella cava potenziale è situata all’interno di un PLIS, un gruppo di consiglieri ha proposto di trasformare questi parchi in elementi che proibiscano l’insediamento di impianti di gestione dei rifiuti.

Questa notizia dovrebbe suonare come musica per le nostre orecchie, visto che le nostre vicissitudini sono equivalenti a quelle varesine. Che fare, allora?

Anzitutto fare in modo che la prossima Giunta regionale trasformi in legge questa mozione. Visto per il periodo elettorale, puntare la pistola alla tempia di chi si candida è il minimo sindacale.

A livello comunale, si tratta invece di togliere dal cassetto il progetto di PLIS del 2007 – che interessava il territorio tra Tirna e Rillo – e mettersi al tavolo con i Comuni di Palosco e Bolgare per attuarlo. Il procedimento è tutt’altro che semplice, visto che richiede un riconoscimento provinciale e una certa progettualità sovracomunale, ma ci sono due fattori assolutamente favorevoli:

  1. lo strumento urbanistico di Telgate è in fase di variante, quindi quale momento migliore che il presente per inserire il progetto di PLIS e convenzionarsi con i due Comuni limitrofi?
  2. Il Comune di Bolgare ha nel cassetto un progetto di PLIS analogo, che interessa la tutela del fiume Cherio. Perchè non pensare ad un super-PLIS che interessi tutta l’area agricola dal Rillo al Cherio?

Riconosco che serva tanto impegno e soprattutto la volontà di tutelare una vasta area agricola, ma questa iniziativa toglierebbe per sempre l’appetito ai signori dei rifiuti verso il nostro territorio, nonchè limiterebbe fortemente l’insediamento delle serre.

In questa direzione, la proposta preliminare della variante urbanistica di Telgate, che estenderebbe la superficie delle serre da 360 mila metri quadrati a 580 mila metri quadrati, va a mio giudizio nella direzione sbagliata.

Alla luce del nuovo panorama normativo, la logica dovrebbe seguire la strada del PLIS, non quella dell’impegnare altro terreno agricolo per scongiurare l’arrivo della Berco (oggi Biofactory).

Visti i tempi per l’approvazione della variante – che io stimo almeno a settembre 2018, e quindi a fine mandato – suggerirei di prendersi il tempo necessario per includere il progetto del PLIS. Visto che il mio tempo scadrà a metà 2019, mi impegnerò per questa ultima iniziativa ambientale.

Sarebbe importante per il nostro paese, direi persino strategica.

Fabio

Autore: Fabio Turani

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