Nov
12
2017

La cava-discarica ATEg39 sconfitta al TAR

Pare che la partenza del nuovo metodo di raccolta differenziata con bidoncino non sia stata entusiasmante, nonostante l’enorme impegno degli incaricati della Servizi Comunali nell’organizzare incontri, informare singolarmente i cittadini e le imprese e svolgere azioni di sensibilizzazione.

Cambiare la mentalità di coloro (ancora tanti) che hanno esposto i sacchi neri venerdì scorso non sarà facile, ma ce la faremo. Chi intende protestare in Comune, o chi lo avesse già fatto, non ha capito che la logica del pago-quindi-produco-rifiuti-a-volontà è cambiata, ed è diventata assai più semplice: chi volesse fregarsene della raccolta puntuale, che esponga pure il bidoncino (o il bidone per le aziende) tutte le settimane, e pagherà per tutto quanto produce. Ma con il nuovo metodo, non lo metterà più in carico alla collettività.

Credo si tratti di buona educazione, se proprio la sensibilità ambientale è un lusso.

Scrivo queste parole nella settimana in cui il TAR di Milano ha bocciato il ricorso di Azienda Verde contro l’esclusione della cava-discarica ATEg39 dal piano cave provinciale. Guardate che questa è una sentenza storica, per un motivo molto preciso: i giudici amministrativi hanno ripreso puntualmente le motivazioni che i commissari regionali avevano espresso nel dicembre 2014 per ritenere questa cava non idonea da un punto di vista ambientale e hanno rigettato il ricorso!

Queste motivazioni riguardano sia il contesto ambientale della cava (viabilità, dissesto idrogeologico, consumo di suolo agricolo, impatto sugli ecosistemi e sulla salute, ecc.), sia il criterio di priorità, ovvero l’utilizzo di suolo agricolo vergine per ricavare sabbia e ghiaia anzichè lo sfruttamento di cave esistenti.

La sentenza stabilisce inoltre che la previsione di ATEg39 all’interno del piano cave dell’anno 2008 non comporta per nulla la possibilità di escluderlo dal piano 2015, perchè nel frattempo si è ridotto il fabbisogno provinciale. Per chi si è battuto per anni su questo argomento (e alludo al comitato telgatese), si tratta della conferma della bontà di una campagna che ha portato la Regione a ribaltare un provvedimento -sbagliato- del 2008.

Quella discarica, che sarebbe sorta tra Cascina Bertoli e Cascina Fabbrica, sarebbe stata il ricovero delle ceneri da incenerimento e di circa 74 tipologie di rifiuti. Capite dunque perchè è importante fare una buona raccolta differenziata?

Bocciata al TAR, Azienda Verde potrà ricorrere in Consiglio di Stato, ma le possibilità di successo saranno pochissime. Credo pertanto che la vicenda della discarica di Telgate sia ormai da archiviare.

Farò un ultimo gesto, che mi riprometto da tempo: scrivere alla Montello Spa, proprietaria al 50% di Azienda Verde, per chiedere di rinunciare per sempre a questo progetto, e di mantenere a destinazione agricola i 16 ettari di terreno. Sarebbe il lascito di questi cinque anni di amministrazione alle generazioni future: la preservazione di un’area agricola del nostro paese.

Fabio

Autore: Fabio Turani

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