Nov
19
2017

I campioni telgatesi

Come ogni anno, leggo con attenzione ed interesse la pubblicazione curata da PubliAdige-Corriere della Sera sulle prime 1000 aziende bergamasche per fatturato (anno 2016), i cui dati sono basati sui database di Cerved Group.

I risultati delle aziende telgatesi sono, ancora una volta, importanti:  rispetto allo scorso anno, ci sono ben 25 aziende telgatesi nella top 1000, con un fatturato complessivo di 635 milioni di euro. Se considerate che i vicini grumellesi e bolgaresi posizionano 13 e 7 aziende rispettivamente, il quadro della densità industriale di Telgate emerge in modo chiaro.

I numeri raccontano che il nostro paese ha ormai perso la vocazione per gli articoli per l’infanzia. Solo tre aziende, infatti, compaiono nell’elenco delle mille imprese, mentre la parte del leone, per la seconda volta e con dati solidi ed in crescita, spetta ad Ampacet Italia Srl, che ha incrementato di un ulteriore 6.4% il proprio fatturato (a 56 milioni di euro). Questa multinazionale americana continua dunque a credere nel sito di Telgate per produrre concentrati plastici di additivi e colori.

Al secondo posto c’è l’agricoltura in serra, che fattura quasi 150 milioni di euro. Se pensate che la Berco ne fattura 9.5 (in forte crescita), capite che risolvere il problema dell’impianto di compostaggio di cascina Casletto è uno scherzo, quando le differenze sono così marcate. Se poi la Regione Lombardia ti cuce addosso la riforma formato liberi-tutti sulle serre, la spinta sarà ancora al rialzo.

Le altre aziende, ciascuna con una storia differente, testimoniano una comune tendenza: a mantenere buoni dati per fatturato, oneri finanziari, ammortamenti e utili laddove il gruppo dirigente crede nell’azienda ed investe, mentre dati in calo (anche sensibile) nei casi delle imprese che faticano a trovare una collocazione sul mercato; in due casi, in particolare, i valori economici-finanziari non sono buoni.

Bene anche le new entry, come SMV e Filtrec, che stanno in ottima salute.

Direi, in linea generale, che i numeri suggeriscono ottimismo rispetto ai soliti cattivi presagi dei profeti di sventura, e confermano che il tessuto delle imprese ancora crede nel proprio ruolo – anche sociale – all’interno della nostra comunità. Se questo pilastro regge, tiene anche l’istituzione-Comune, e di questo dovremmo esserne consapevoli. Specialmente quando si pensa alla spesa pubblica, rispetto alla quale io attuerei una ricognizione chirurgica ed un riallineamento, e non un ulteriore incremento in parte corrente, come discusso questa settimana con consiglio comunale.

Alla prossima.

Fabio

Autore: Fabio Turani

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