Ott
28
2017

Grumellocenter – parte ventottesima: parallelismi tagliunesi

Questo articolo sarà populista, radicalmente populista. Chi non sopportasse i populismi, non legga oltre.

La vicenda di Grumellocenter è ormai nota a tutti. La sintesi è le seguente: un’amministrazione leghista adotta il piano del commercio, poi lo sistema ad hoc per le medie strutture di vendita, poi conduce gli studi sulla viabilità, poi rilascia il primo permesso di costruire, poi Telgate fa il diavolo a quattro, infine la Provincia benedice la proposta per la viabilità. Più o meno, è andata così.

Il 9 ottobre scorso partecipo ad un interessante incontro sulla variantina di Tagliuno, una bretella che dovrebbe collegare la SP84 – cioè la strada provinciale che collega il centro di Tagliuno al casello autostradale di Ponte Oglio –  e la SP91 in corrispondenza della nuova rotatoria di via Roma (a est, verso Sarnico).

Il progetto è fortemente voluto dall’amministrazione Benini, sempre con la Lega in maggioranza (primo parallelo), e viene inserito in una variante allo strumento urbanistico (dicembre 2016). Fioccano le bocciature tecniche, dal Parco Oglio Nord (la strada passerebbe in zona di tutela agricola e persino di interesse archeologico) e dalla Provincia, che ha smontato il progetto pezzo per pezzo.

Ecco il secondo parallelismo con Grumellocenter: l’opera non serve a nulla (e costa 7 milioni di euro), visto che esiste già il progetto del terzo lotto della SP91, che risolverebbe alla radice il problema della viabilità di Tagliuno, Credaro, Villongo, ecc.

Ma ecco il triplo colpo da maestro: sparisce la variante, sostituita da un “ingombro” (maggio 2017), passa una mozione in Regione Lombardia per istituire un “tavolo” di confronto (giugno 2017), e la Provincia (di nuovo!) benedice l’opera (ottobre 2017), stipulando un protocollo di intesa con il Comune per realizzare il progetto esecutivo.

E questo è il terzo incredibile parallelismo, di una Provincia che accende il semaforo verde per un progetto molto discutibile.

Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, tre indizi fanno una prova.

Credo si stiano riversando sulla Valcalepio errori clamorosi delle amministrazioni locali (peraltro dello stesso colore), nonchè gli effetti degli accordi a livello più alto per le prossime candidature in Regione Lombardia e Parlamento.

Apprendo purtroppo ed in via informale che i candidati dei partiti maggiori per Regione e Parlamento siano già stati decisi, e che gli equilibri tra i partiti portino a questi compromessi sui progetti territoriali.

Lo scrivo a chiare lettere: non ci siamo per nulla, sia perchè ciò rende irrilevante il voto (altro che referendum! Questi hanno già deciso tutto), sia perchè i territori rischiano di pagare a caro prezzo scelte sbagliate che andrebbero invece ostacolate fermamente da Provincia e Regione.

Ma si sa, di questi tempi la politica su quella scala non è più una missione, ma qualcosa di più basilare: un posto di lavoro.

Fine del populismo.

Fabio

Autore: Fabio Turani

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