Giu
23
2017

L’associazionismo assistito

Permettemi anzitutto di segnalarvi come il sindaco di Grumello continui a non prendere in considerazione le mie osservazioni ad uno specifico piano attuativo di via Pertini (P2.2), che ritengo pieno di errori tecnici macroscopici. Ho persino coinvolto il difensore civico regionale, ma non c’è stato verso: ha desistito pure la Regione. Aspetto solo, a questo punto, che il magistrato mi convochi per spiegare le mie ragioni sull’esposto che ho presentato contro il sindaco Noris: spero proprio che si vada fino in fondo.

La scorsa settimana vi ho scritto dei contributi alle associazioni di Telgate: con una delibera del 7 giugno, è stata approvata la concessione di 46 mila e 900 euro di contributi, di cui 33 mila e 400 euro di contributi ordinari a tredici associazioni, e 13 mila e 500 euro di contributi straordinari a tre associazioni.

Sussidi legittimi, preciso.

Non condivido, tuttavia, due aspetti specifici:

  1.  che le realtà associative telgatesi non abbiano capito che il Comune non è lo sponsor delle proprie iniziative, ma è un ente dotato di risorse pubbliche (cioè nostre) che può destinare ad iniziative che rientrano tra i compiti del Comune. Traduco: se l’associazione x chiede un contributo al Comune per svolgere un servizio che dovrebbe erogare il Comune stesso, il contributo è più che giustificato. Faccio un esempio telgatese: i 10 mila euro destinati al Corpo Musicale Telgate ’90 sono sacrosanti (a mio giudizio), perchè l’associazione svolge un compito di educazione e formazione musicale che rientra eccome tra gli scopi -culturali, aggregativi, di politica giovanile- dell’ente locale. Esempio contrario: se l’associazione di Fabio Turani organizzasse una gita per i propri associati e chiedesse gli stessi 10 mila euro al Comune, il medesimo contributo sarebbe fuori luogo, perchè il Comune non va interpretato come il Bancomat a disposizione di qualunque cittadino che abbia buone idee e le metta in conto alla collettività.
  2. Che la somma dei desideri delle associazioni costi così tanto per le casse comunali. Io ne avrei tolti almeno 20 mila, che ritengo non allineati alle finalità di un Comune. Comprendo tuttavia che negare contributi comporti una corrispondente decurtazione di voti, e che dunque si preferisca concedere piuttosto che discutere.

Ciò che io chiederei alle associazioni telgatesi (incluse quelle di carattere confessionale) è una prova di maturità, in virtù della quale si prenda atto che 50 mila euro di denari pubblici non piovono dal cielo, ma derivano dalle imposte e dai tributi che pagano i cittadini, gli esercizi commerciali, le imprese, e che dunque vanno gestiti con oculatezza, non secondo la logica del “tanto al paga ol Cumù”.

Fabio

Autore: Fabio Turani

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