Dic
11
2016

La forma e la sostanza

La qualità di un’amministrazione non si giudica dagli articoli di giornale, dai post sui social network o dai discorsi ad effetto. Si giudica dagli atti prodotti e dalle scelte conseguenti.

Andatevi a leggere in albo pretorio il documento unico di programmazione 2017-2019 e capite cosa intendo. Questo atto, che è fondamentale per l’ente locale, costituisce l’anello di collegamento tra i progetti politici di una maggioranza -perchè i progetti delle minoranze non contano, chiaramente – e la loro attuazione attraverso la programmazione operativa del Comune.

Non è un caso che il DUP si divida in una sezione strategica (cioè l’enunciazione delle idee e degli obiettivi che hai in testa) e in una sezione operativa, cioè la messa in pratica delle idee di un’amministrazione mediante le singole missioni e i programmi di bilancio.

Il DUP di Telgate è lungo 121 pagine, scritte in burocratese (quindi scritte dal segretario comunale), in cui gli obiettivi strategici dell’amministrazione sono solo di una pagina e mezzo, cioè il programma delle elezioni copia-incollato. Fine del lavoro.

Questi progetti strategici sono talora di due parole (“No Berco”), o dal significato astruso (“distribuzione equa della pressione fiscale imposta da Roma”), oppure non pertinenti il bilancio (“No profughi clandestini”).

Quando andate a leggere come si tradurrebbero questi obiettivi modello-sms in azioni concrete (sezione operativa), trovate clamorose omissioni (come sulla macchina comunale, missione 1, su cui avrei scritto un’enciclopedia), parti scritte dagli uffici (l’urbanistica!), sezioni largamente insufficienti (leggete le quattro righe sull’ambiente, con la giornata ecologica e la rimozione dell’amianto dal cimitero) e capitoli colpevolmente vuoti (la mobilità, la tutela della salute, il lavoro e la formazione, e mi taccio). Ho trovato qualche segnale di vita nella parte sociale, ma questo testimonia che nella maggioranza c’è un intruso, che deve solo darsi una svegliata.

L’unica cosa chiara che si capisce dal DUP è la vendita del terreno di via Gery-via San Giuseppe, che è stato ulteriormente deprezzato a 900 mila euro per venderlo a tutti i costi. Su questo aspetto specifico, sono pronto ad andare in Corte dei Conti, appena viene aperta l’asta pubblica.

La ragione di questa distanza tra forma e sostanza mi pare chiara, dopo due anni e mezzo di navigazione a vista: che gli slogan hanno funzionato finchè hanno preso 51 voti in più, poi si sono sgonfiati. Il dialogo con il nostro gruppo è inesistente, ad eccezione di qualche valoroso e semi-nascosto consigliere, e l’ambizione del singolo ha fatto il resto.

Ci (vi) aspettano ancora due anni così, salvo che le elezioni di giugno non lo spingano a Roma, la tanto odiata Roma…

Fabio

Autore: Fabio Turani

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