Nov
20
2016

Il motore delle imprese telgatesi

Ho letto con molto interesse la pubblicazione curata da Publiadige sulle prime 1000 imprese bergamasche per fatturato 2015, uno studio basato sui dati elaborati da Cerved Group (dunque assolutamente affidabili).

Potrei scrivere più di un articolo sui risultati che emergono e sul legame tra i dati di fatturato, costo del personale, oneri finanziari, ammortamenti e utili di esercizio, ma mi basta far emergere alcuni dati interessanti che riguardano le imprese telgatesi.

Anzitutto nessuna azienda telgatese compare tra le prime cento, cioè quelle realtà che superano i 100 milioni di euro di fatturato. Nella Valcalepio, solo Calcinate e Bolgare riescono a piazzare tre aziende (in totale).

La prima azienda telgatese per fatturato è Ampacet Italia Srl, la multinazionale americana di concentrati plastici che ha chiuso l’anno 2015 con oltre 52 milioni di fatturato (e con gli altri dati tutti in salute) nel suo stabilimento di via Verdi. Complimenti.

Telgate annovera ben 22 aziende tra le prime mille della provincia, un dato che supera tutti gli altri comuni limitrofi (Castelli Calepio 14, Grumello 10, Bolgare 7) e che, in relazione alla popolazione, è quasi cinque volte superiore alla media provinciale (1/227 abitanti a Telgate).

Il settore degli articoli per l’infanzia non è più l’ambito prevalente delle prime 22 imprese: solo tre operano in quel settore (circa 80 milioni di euro di faturato totale), mentre il settore dell’agricoltura di prodotti di quarta gamma (serre e affini) conta quattro aziende e oltre 133 milioni di fatturato.

L’analisi degli altri dati economico-finanziari è assai formativa, perchè mostra imprese in crescita e con segni positivi in tutti i campi, e aziende in vistoso calo (talune con perdite, anche rilevanti).

Il fatturato delle top 22 è pari a 596 milioni di euro, cioè 118 mila euro per abitante.

La politica, se esistesse, dovrebbe partire da questi numeri -anche se lo studio ne offre molti altri- per creare un’utile e reciproca interlocuzione con questi campioni, che tengono in piedi il paese, garantiscono salari alle nostre famiglie e pagano un mare di imposte e tasse al Comune (quasi tutta l’IMU e la TASI, il 60% della TARI, ecc.).

Leggo invece che il Comune ha incaricato tre differenti professionisti per l’installazione della tensostruttura degli eventi invernali. Credo che l’agenda amministrativa vada dunque ripensata, togliendo un pò di immagine e mettendoci un pò di sostanza. Tipo un ripensamento dell’imposizione fiscale su cittadini ed imprese, e qualche politica attiva per il lavoro.

O dobbiamo attendere le elezioni del 2019 (senza il sottoscritto, ovviamente)?

Fabio

Autore: Fabio Turani

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