Ott
30
2016

Prima i telgatesi

Questo articolo vi stupirà. Ebbene sì, ho la risposta su come ridurre il numero di immigrati a Telgate.

Mi sia consentito l’inciso comico sul nostro sindaco, che continua a dire in giro dei € 37. Gli ho già suggerito in consiglio che si tratti di € 35 a base di gara (di cui € 2.50 di pocket money), ma non lo ha ancora capito. Almeno dilla giusta, se la spari davanti alle telecamere.

Ecco dunque la soluzione, che parte dalla seguente domanda rivolta soprattutto ai maghi dei social network: per quale motivazione la percentuale di cittadini stranieri residenti a Bolgare (31 dicembre 2015, ultimi dati disponibili) è pari al 16.2%, al 17.2% a Chiuduno, al 12.1% a Grumello, all’11.9% a Palosco, e al 28.5% a Telgate?

Potrei chiudere l’articolo con questa domanda, e lasciare a tutti la possibilità di dare il proprio contributo.

I telgatesi sanno benissimo la risposta, che è divisa in due parti: un mercato immobiliare privato particolarmente favorevole, e un contesto lavorativo egualmente idoneo all’impiego di manodopera con bassa specializzazione.

Sul primo punto, che è il principale, potrei scrivere un libro intero: basta fare un giro e leggere i citofoni di Piazza Vittorio Veneto, di via don Pezzotta, di via Torre, di via Arici, di via Cesare Battisti, di via Fossa, di via Donizetti, per capire cosa è successo a Telgate dal 1995 (6.1% di stranieri) al 2002 (12.6%) ad oggi. Un processo urbanistico condotto in maniera razionale da noialtri, non dai governi o dagli spiriti immondi. E allora che i paladini della difesa dell’identità mandino il seguente messaggio a tutti i proprietari: non vendete le vostre case nè affitatele a cittadini stranieri. Anzi, se costoro sono in affitto, allontanateli e ospitate giovani coppie telgatesi. Ditelo, no, è tanto semplice?

In realtà ci hanno provato con l’idoneità alloggiativa, ma hanno girato il problema al contrario. E infatti sono stati costretti ad adottare una nuova delibera di Giunta che ha copia-incollato la mia proposta di luglio 2014 (presa dal Comune di Milano): c’è sempre tempo per recuperare, anche a due anni di distanza.

La seconda soluzione si può scrivere nei prossimi mesi, nello strumento urbanistico: si pongano forti limiti a quelle attività che impiegano manodopera straniera, se sono capaci. Ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale, tuttavia a maggio di quest’anno abbiamo presentato una proposta di cinque pagine sulla variante al Piano di Governo del Territorio che affronta l’argomento. Aspettiamo gli esiti con curiosità.

Frattanto, godetevi la querelle dei 37 euro, mentre i telgatesi avrebbero bisogno che via Pertini venisse sistemata (una strada quasi inagibile nel tratto verso il casello A4), che il cavalcavia di via Passerera venisse messo in sicurezza (il pericolo di incidenti è quotidiano, purtroppo), che si facessero indagini sulla qualità dell’aria rispetto alle emissioni in atmosfera (esperienza frequente, soprattutto di sera, guarda caso), che si mettesse la testa sulla prevenzione del rischio idrogeologico e sismico.

Ma questo non fa audience, riceve troppo pochi “mi piace”. Amen.

Fabio

Autore: Fabio Turani

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  • Perfetto articolo che riassume, per l’ennesima volta (come se ce ne fosse bisogno), che non è la politica da sceriffo presenzialista che paga ma quella delle persone capaci di interpretare dati statistiche e fenomenologie.
    Spunti sempre interessanti

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