Ago
13
2016

Un pò di fondi contro la povertà

A partire dal prossimo 2 settembre, i cittadini che si trovino in condizione di povertà potranno presentare una richiesta in Comune per un sussidio economico chiamato SIA (Sostegno per l’Inclusione Attiva).

Entro due mesi dalla trasmissione della domanda, l’INPS erogherà un contributo economico pari a 80 euro mensili per ciascun membro del nucleo familiare, tramite una carta di pagamento elettronico con cui si potranno fare acquisti di generi alimentari e medicinali, nonchè pagare bollette.

Il nostro Comune non ha ancora emanato alcun avviso, ma provvederà presto.

Si tratta di una misura di lotta contro la povertà assoluta messa in campo dallo Stato, sulla quale nutro numerose perplessità:

  1. il concetto di povertà assoluta corrisponde ad un ISEE (indicatore della situazione economica equivalente) pari a € 3.000, in presenza di almeno un minorenne o di un disabile o di una donna in gravidanza nel nucleo familiare e senza il beneficio di altre misure di sostegno per la disoccupazione. Capite bene che la platea di beneficiari è talmente selezionata da rendere il SIA quasi inaccessibile. Il Ministero del Lavoro calcola un comunque numero di utenti potenziale compreso tra 800 mila e un milione, un dato preoccupante (quanto è diffusa la povertà assoluta, dunque?).
  2. L’entità del contributo economico è risibile – 80 euro mensili per utente -, tale da rappresentare un sostegno impercettibile per una famiglia in condizioni di povertà.
  3. La disparità territoriale nell’erogazione di una parte delle risorse (quei 490 milioni stanziati per mettere in atto il SIA), che pone una vera questione settentrionale.
  4. Il mancato raccordo tra Stato e Regione Lombardia, che, con l’introduzione del reddito di autonomia, è andata in tutt’altra direzione. Pensare che un padre di famiglia acceda al contempo al SIA (fornito dallo Stato), alla dote unica lavoro e all’esenzione del super ticket per le prestazioni sanitarie (fornite dalla Regione), e a interventi di sostegno al reddito offerti dall’Ambito di Grumello del Monte fa capire il livello di improvvisazione con cui si affronta un tema così delicato.
  5. L’impegno messo in campo dai Comuni per potenziare il SIA: andate a leggere il piano di zona 2015-2017 dell’ambito di Grumello, e fatemi capire quali interventi specifici sulla “vulnerabilità sociale” siano stati messi in campo.

Il sostegno all’inclusione attiva presenta tuttavia un elemento molto positivo: per una volta, si lega lo stanziamento di un contributo economico all’adesione ad un progetto personalizzato, predisposto dal Comune con il sostegno dell’Ambito, che aiuti il nucleo familiare ad uscire dalla condizione di povertà attraverso percorsi di formazione, ricerca attiva di lavoro, sostegno educativo, prevenzione e tutela della salute, ecc.

Questo aspetto è centrale nell’inclusione sociale, anche se incontra due sfide fondamentali:

  1. lo sforzo richiesto ai Comuni, che dovrebbero gestire questo tema in forma associata (un’ipotesi impensabile per una Valcalepio amministrata dai sindaci attuali);
  2. il contesto lavorativo precario, che, nel nostro Comune, non offre prospettive di reinserimento a chi scivola sotto la soglia di povertà.

Si tratterebbe, pertanto, di affrontare un ragionamento complessivo che leghi la questione sociale a quella del lavoro, con iniziative coordinate e chirurgiche tra pubblico e privato. Temo però che manchi l’interesse a fare questa fatica, lasciando che ciascuna ne venga fuori da solo, come al solito.

Fabio

Autore: Fabio Turani

Scrivi un commento

You must be logged into post a comment.