Apr
30
2016

Cosa raccontano i numeri

Le minoranze vanno ascoltate, quando portano buoni argomenti. Le aliquote IMU e TASI per l’anno in corso, ad esempio, sono state puntualmente ripresentate nel Consiglio comunale di giovedì scorso, come avevamo suggerito. Una nostra interrogazione del 25 ottobre 2015, relativa alla regolamentazione delle serre, ha sortito un controllo, un’ordinanza di demolizione, infine un contenzioso tra il proprietario e il Comune. Avremmo ancora qualche proposta nel cassetto, leggasi la richiesta di controlli sulle incredibili (ed insopportabili) emissioni in atmosfera nel Comune di Telgate, di cui tutti voi siete testimoni olfattivi (stamane se ne è avuta la riprova in diversi quartieri del paese); ci arriveremo, e vedrete che faremo muovere il Comune anche su questo argomento.

Colgo l’occasione di questo articolo per scrivervi alcune note sul rendiconto dell’anno 2015, approvato con nostro voto contrario proprio giovedì scorso. Non ero presente al Consiglio per motivi di lavoro, ma ho letto attentamente la documentazione.

La prima nota riguarda le imposte e le tasse. Nonostante il contesto economico difficile, i cittadini e le imprese di Telgate hanno pompato nelle casse comunali circa un milione e mezzo di euro di imposte e 410 mila euro di tasse nel 2015. E’ un dato che non tradisce l’andamento dell’anno precedente, a testimonianza che i telgatesi pagano i tributi, e stabilmente. Guardate che la fedeltà fiscale dei cittadini e delle imprese non è una questione scontata, è, anzi, un invito ad una seria presa di responsabilità degli amministratori sul lato della spesa.

Spesa che, invece, non cala affatto: 2 milioni e 900 mila euro di spesa corrente, fissa, stabile, da diversi anni. Una struttura comunale che costa, inesorabilmente, 225 euro per abitante, una volta e mezzo rispetto ad alcuni Comuni vicini; una spesa sociale che vale 49 euro per abitante, la metà di Grumello. Al netto delle spese cimiteriali, si investe nel settore sociale la metà dello smaltimento dei rifiuti.

Le motivazioni sono numerose, sovente non banali. Ma questi numeri richiedono un impegno di analisi e di riequilibrio che, mi pare, manchi da parte della maggioranza. Noi, che al pari loro siamo amministratori, stiamo lavorando da tempo sull’argomento, ma non veniamo coinvolti per alcun suggerimento o proposta. A discapito del paese, non certo nostro.

Laddove siamo intervenuti a gamba tesa, come sulla riscossione dei tributi, abbiamo visto risultati tangibili: dai 300 mila euro del 2011, ai 71 mila euro attuali. Il tema legato a Fraternità Sistemi, sia detto per inciso, non è finito in archivio (almeno da parte nostra), ma i dati di bilancio parlano chiaro.

Seppure il Comune sia in ordinaria amministrazione, c’è dunque la possibilità per mostrare le qualità di un lavoro amministrativo, qualora ci fosse. Credo invece si stia seguendo la strada sbagliata, che passa dalla vendita di territorio ad ogni costo, per mostrare risultati. Chi afferma, in proposito, che i Comuni non hanno alcun margine di manovra, si sbaglia, oppure non legge i bilanci consuntivi.

Alla prossima.

Fabio

Autore: Fabio Turani

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