Mar
20
2016

L’associazionismo telgatese – parte prima: fumo negli occhi

Ho partecipato all’incontro di lunedì scorso (14 marzo) sulle nuove regole per la concessione dei contributi alle associazioni telgatesi. Il tema è talmente intricato che i trenta minuti scarsi della serata non sarebbero bastati neanche per scaldare i motori. Ed invece alle 21.15 si era già tutti a riposo.

Ho approfondito l’argomento nei giorni seguenti, e credo che le questioni da affrontare siano numerose. Per questo mi serviranno almeno i due prossimi articoli per spiegare il mio punto di vista.

Anzitutto il punto di partenza della Giunta, o meglio, del Segretario comunale: il provvedimento dell’Autorità Anticorruzione. Per farla breve, si sostiene che l’Autorità di Cantone abbia stabilito linee guida per l’erogazione di contributi alle associazioni, e che quindi le realtà del Terzo Settore di Telgate si debbano adeguare ai nuovi principi.

Ho letto con attenzione la lunghissima (e molto istruttiva) deliberazione dell’Autorità e la relazione allegata; questo assunto è errato per almeno due ragioni:

  1. il provvedimento si applica specificamente ai servizi sociali, per consentire che questi servizi siano regolati nell’ambito della discliplina dei contratti pubblici. L’obiettivo è quello di evitare le distorsioni nell’affidamento dei servizi, quali le rendite di posizione, la collusione, la fidelizzazione, ecc.
  2. l’intervento dell’Autorità è limitato al Terzo Settore. Ma che cosa si intende? Ad oggi, il Terzo Settore è costituito dalle “organizzazioni di volontariato, le associazioni e gli enti di promozione sociale, gli organismi della cooperazione, le cooperative sociali, le fondazioni, gli enti di patronato, altri soggetti privati non a scopo di lucro”, che operano nell’ambito dei servizi alla persona. E’ finalmente in discussione una Legge per disciplinare il Terzo Settore, ma per ora l’intendimento è quello indicato.

Se questo corrisponde al vero, allora che senso ha chiamare a raccolta tutte le associazioni? Perchè coinvolgere, chessò, un’associazione sportiva o il corpo musicale, i donatori di sangue o gli alpini, un gruppo di artisti o un’associazione culturale, per illustrare criteri che NON si possono applicare a queste realtà?

E allora si stabilisca una disciplina dedicata alle associazioni di carattere sociale, che sono un piccolo gruppo dei presenti alla riunione del 14 marzo.

Secondo punto. Come erogare contributi alle ALTRE associazioni? Lo spirito che ha guidato il segretario, mi pare di capire, sia quello della stessa linea guida di Cantone, nella parte dedicata alle sovvenzioni. Il principio è, però, già stabilito dal Legislatore, ed è il seguente (Legge 241/1990): la concessione di contributi o sovvenzioni da parte del Comune deve essere preceduta dai CRITERI  e dalle MODALITA’ con cui si destinano fondi. Ma questi criteri preventivi – che sono il cuore della questione – non esistono! Essi sono demandati alla decisione della Giunta.

Questo non collima con il dettato normativo e lascia ampia discrezionalità al sindaco e ai suoi di decidere in base a criteri soggettivi. Potrei fare numerosi esempi delle conseguenze di questo approccio, ma li conoscete meglio del sottoscritto.

Il bando è dunque inapplicabile, per come è scritto. Esso inoltre, e a mio giudizio, crea molta confusione tra le associazioni telgatesi, imponendo obblighi che dovrebbero, invece, essere distinti e ben motivati.

Questo sarebbe il compito della politica, se ci fosse, non del Segretario comunale.

Alla prossima puntata.

Fabio

 

 

 

Autore: Fabio Turani

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