Gen
24
2016

Perchè paghiamo la TASI?

Ringrazio anzitutto coloro che mi hanno fornito un utile contributo all’ultimo articolo sulla tassa sui rifiuti (TARI). Riprendo, in particolare, la segnalazione per la quale lo spostamento della tassazione verso le famiglie rappresenterebbe una modalità per garantire al Comune entrate certe, mentre le altre utenze (quelle di carattere industriale o commerciale, in particolare) risultano soggette al pericolo di “inidoneità” dovuta, ad esempio, a cessazione di attività. Un’osservazione intelligente.

Proseguendo il ragionamento sui tributi locali, affronterò la questione tragicomica della tassa sui servizi indivisibili (TASI), che è relativa ai servizi offerti dal Comune alla collettività, senza distinguere il beneficio derivante dal singolo cittadino. L’esempio più semplice è rappresentato dalla pubblica illuminazione, ma il Comune di Telgate ha aggiunto le spese delle utenze delle strutture pubbliche, la manutenzione degli immobili comunali, ecc.

Il consiglio comunale del 21 dicembre -il solito delle 18, per intenderci – ha approvato il bilancio previsionale per l’anno in corso, una scelta inspiegabile: negli stessi giorni era infatti in discussione la Legge di Stabilità, che ha modificato notevolmente la tassazione locale (e non solo).  La motivazione parrebbe consistere nell’evitare l’esercizio provvisorio: come se negli ultimi deceni si fosse approvato il bilancio a dicembre dell’anno precedente (mai capitato).

E dunque la maggioranza, che presumo sia ormai tecnicamente commissariata, ha approvato anche le aliquote della TASI. Peccato che questa tassa sia stata abolita sulla prima casa, ad eccezione dei fabbricati di categoria A/1, A/8 e A/9 (cioè abitazioni signorili e ville). Le conseguenze pratiche sono diverse:

  1. la pubblicazione di fretta e furia di un documento informativo da parte del Comune il 21 gennaio (giovedì scorso) per comunicare che la TASI si paga solo se non si detiene un’abitazione principale. Le delibera di dicembre è dunque da ritirare, perchè inapplicabile: un bel casino;
  2. l’introduzione delle nuove casistiche previste dalla Legge di Stabilità che non sono state approvate dal Consiglio comunale. Mi riferisco, in particolare, al caso degli immobili invenduti in pancia alle imprese edili. Un problema non indifferente anche a Telgate, che è stato risolto dal Sindaco – ma non dal Consiglio, e questo è manifestamente illegittimo- fissando l’aliquota a 1 per mille (in questo c’è un aumento di imposta rispetto a 0.7 per mille dello scorso anno? Attenzione!). Aspetto al varco chi sostiene il contrario.
  3. La necessità di apportare una significativa variazione al bilancio, perchè almeno la metà del gettito previsto (€ 322.000) deriverà dal rimborso da parte dello Stato, visto che i cittadini non pagheranno più la tassa sulla prima casa.

Se sommate queste note alle modifiche introdotte sull’IMU (in particolare su terreni agricoli e fabbricati rurali), sul Patto di Stabilità e sui trasferimenti dallo Stato ai Comuni, capite tutti che il bilancio previsionale del nostro Comune vale poco più che carta straccia. Con la confusione -nei confronti dei contribuenti – di aver approvato aliquote di TASI e IMU che sono state modificate poche settimane dopo senza il passaggio in consiglio.

Se ancora esiste un’assessora al bilancio, batta un colpo.

Da ultimo, una nota per lo Stato: quando la smetterà di cambiare di anno in anno la legislazione sui tributi locali? Volete lasciarci in pace per qualche anno? Il problema è, in questo caso, il solito: promettere l’abolizione della TASI – che è un clamoroso errore, secondo me – restituisce un dividendo elettorale al sovrano di turno. Che tristezza.

Fabio

Autore: Fabio Turani

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