Set
5
2015

La cura da cavallo per i Comuni

Quando scelsi di candidarmi per la carica di sindaco, dissi ad alcuni amici che se avessi ottenuto la maggioranza avrei fatto il curatore fallimentare del Comune di Telgate. Si trattava di una battuta, che fa capire tuttavia una mia convinzione profonda: che i piccoli Comuni – come il nostro – siano superati, e che una forma di forte aggregazione tra Comuni sia l’unica soluzione percorribile per restituire significato all’ente municipale. Ho citato più volte la proposta danese, che, nel 2007, ha accorpato i kommuner sotto i 20.000 abitanti, riducendoli da 271 a 98.

Questa iniziativa ha trovato una forma più compiuta nel rapporto del professor Bordignon (Università Cattolica) che, nell’ambito della revisione della spesa, ha trattato sistematicamente l’argomento. A parte la sproporzione nel rapporto tra amministratori e cittadini – Telgate ha 2.6 amministratori ogni 1.000 abitanti, Valbondione 12, Bergamo 0.35 – la spesa pro capite per la macchina comunale supera la metà della spesa totale per i piccoli Comuni. Per avere un valore di raffronto, nel Comune di Telgate (circa 5.057 abitanti) la stessa macchina comunale (funzione 1 della spesa) costa un milione e centomila euro l’anno, a fronte di una spesa corrente di poco meno di tre milioni di euro.

Questo significa, praticamente, una cosa molto semplice: che i cittadini telgatesi pagano IMU e TASI (che valgono un milione e 70 mila euro, anno 2014) per tenere aperto il Comune. Se leggete i dati proprio da questa prospettiva, capite che una municipalità di queste dimensioni costa troppo. E badate bene che questa spesa è consolidata, nel senso che nemmeno se amministrasse un premio Nobel per l’economia si riuscirebbe a ridurla significativamente.

Ecco perchè, anzichè battersi per scopi pressochè irrilevanti, noi amministratori di maggioranza e minoranza dovremmo sostenere la proposta Bordignon e promuovere la fusione dei Comuni. Pensate che il SOSE ha stimato che la fusione a 10.000 abitanti riuscirebbe a far risparmiare sino a 983 milioni di euro per anno.

Se ci riflettessimo bene, credo che capiremmo che i cittadini hanno intuito da tempo questa necessità. Proviamo ad ipotizzare, ad esempio, un’unica unità amministrativa da 24.000 abitanti che accorpi i Comuni di Telgate, Grumello del Monte, Chiuduno e Bolgare. I vantaggi operativi sarebbero, nel tempo, i seguenti:

1. riduzione dei costi della politica: un solo sindaco, una sola giunta, un solo consiglio;

2. minore spesa corrente legata ad un miglior utilizzo del personale, alla minore spesa per consulenze esterne e alle economie di scala sull’acquisto di beni e servizi;

3. una pianificazione del territorio più razionale, che eviti duplicazione di servizi ed infrastrutture;

4. una superiore qualità dei servizi ai cittadini e una maggiore efficienza del lavoro del personale, attualmente impiegato in funzioni burocratiche e poco utilizzato per le competenze specifiche;

5. una maggiore selezione dei politici locali, ponendo fine alla scarsa qualità degli amministratori dei piccoli Comuni e imponendo una prospettiva più ampia del semplice territorio comunale.

Le proposte attuali delle zone omogenee, o persino dell’abolizione delle imposte e tasse locali, sono del tutto sbilenche e, secondo me, sbagliate. Si riorganizzino i Comuni attraverso le fusioni, si dia loro la giusta autonomia finanziaria e gli si pongano chiari obiettivi di spesa. Questa proposta però non fa vincere le elezioni, non scalda i cuori e, per di più, sega il ramo su cui sono seduti i sindaci dei mini-Comuni come il nostro.

E allora tanti auguri.

Fabio

Autore: Fabio Turani

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