Ago
15
2015

Perché i servizi sociali non si comprano con il buono-spesa

Con tre provvedimenti consecutivi – Delibera 55/2015 e Determinazioni n.175/2015 e n.237/2015 – il Comune di Telgate e di Castelli Calepio hanno introdotto il sistema dei voucher per il servizio di assistenza scolastica gli alunni disabili ed in difficoltà.

Il sistema funziona in questo modo: il Comune accredita una serie di imprese o cooperative sociali in base ad un bando in cui stabilisce i criteri per lo svolgimento del servizio e descrive gli interventi previsti. I soggetti interessati partecipano alla procedura di accreditamento e, se dispongono dei requisiti (stabiliti anche mediante punteggio), vengono iscritti in un albo comunale. Il Comune decide anche l’importo orario del servizio, che, per l’assistenza scolastica vale € 17.80 per ora di prestazione (IVA esclusa), comprensiva di tutti i costi per la programmazione, il coordinamento, ecc.

A questo punto entrano in gioco le famiglie degli “utenti” (termine orribile ma che rende bene l’idea del buono-spesa), che scelgono uno degli operatori iscritti all’albo per svolgere il servizio al proprio ragazzo. Selezionata la cooperativa dalla famiglia, il Comune stipula con la stessa un contratto di appalto in forma pubblica sulla base di un monte-ore annuale, definito dalla scuola e dal Comune. Il controllo che esercita il Comune si basa su due relazioni fornite dalla cooperativa entro il 30 novembre e il 10 luglio di ogni anno.

Questo schema, molto caro all’ex Governatore Formigoni, presenta una serie di lacune, che provo a sintetizzare così:

1. l’accreditamento è introdotto da un Comune troppo piccolo, come il nostro, e non dall’Ambito di Grumello del Monte, che comprende otto Comuni. Gli effetti pratici e i benefici per un bacino di utenza così limitato sono, praticamente, inesistenti;

2. la competizione a cui sono soggette le cooperative si basa, sulla carta, sulla qualità del servizio offerto, dal momento che il valore economico del voucher è identico per tutti i soggetti. Per un servizio quale l’assistenza scolastica agli alunni disabili o in condizioni di disagio è complicato comprendere la differenza tra la proposta di quattro cooperative differenti (come è il caso di Telgate). Per chi è complicato? Per tutti. Anzitutto per le famiglie che sono chiamate ad una scelta, che -nella pratica- saranno indirizzate da un operatore sociale che conosce le realtà specifiche. Quale famiglia, infatti, sarebbe in grado di distinguere l’offerta della Cooperativa “Città del Sole onlus” da quella de “L’impronta Cooperativa Sociale”? Se dunque l’assistente sociale “supporta” la famiglia nella scelta, il principio del voucher è annullato, non vi pare? Ma è complicato anche per il Comune, che, accreditando le cooperative, le considera tutte equivalenti. Ed è persino complicato per le cooperative stesse, per una ragione semplice: competere sulla qualità avendo un compenso orario complessivo di € 17.80 comporta che le cooperative saranno in grado di svolgere il servizio e poco altro, avendo pochi margini economici per assumersi tutti gli undici impegni del protocollo di accreditamento.

3. Il Comune perde di fatto il controllo complessivo del progetto di integrazione scolastica dei suoi cittadini con disabilità o con difficoltà, perché ciascuno di essi avrà facoltà di scelta di un operatore differente. Questo è un punto più sottile ma molto caro agli operatori sociali che abbiamo ascoltato sull’argomento. Se il Comune scegliesse una sola cooperativa (mediante gara) in base ad un progetto che riguardasse il servizio di assistenza E un raccordo con la comunità telgatese E una proposta educativa complessiva, creerebbe le condizioni per una vera integrazione di questi alunni. Spezzettando invece il servizio in tanti buoni spesa per le famiglie, perde di fatto il quadro generale e fa inevitabilmente svanire l’obiettivo del servizio medesimo.

Per queste ragioni, questo progetto sperimentale va ritirato, anche se per l’anno scolastico 2015-2016 è già stato assegnato. Il rischio che si estenda ad altri servizi (assistenza domiciliare, ad esempio) va dunque prevenuto; per questo motivo, presenterò una mozione per il prossimo consiglio comunale.

Fabio

Autore: Fabio Turani

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