Ago
22
2015

Altra bocciatura sull’idoneità alloggiativa. E tre.

Questa è la terza bocciatura di provvedimenti chiaramente discriminatori adottati dal sindaco e, in questo caso, dalla giunta: dopo la famosa ordinanza n.6/2010 sulle residenze anagrafiche (bocciata in pieno), l’ordinanza n.50/2014 anti-Ebola, che il Sindaco ha ritirato per evitare un giudizio negativo del giudice, il Corriere riferisce della bocciatura della Delibera n.55/2014 in cui si incrementava la tariffa per il rilascio del certificato di idoneità alloggiativa a € 325. Il sindaco segnala il ricorso in appello, tanti auguri.

Rimane il fatto che tre bocciature di fila dovrebbero suggerire agli assessori che il loro sindaco non ne becca una, mettendo a carico della collettività i costi. E che dunque provvedano a bloccarlo. Dopo aver letto la sentenza, presenterò un’interrogazione mettere in fila le  spese legali  e chiedere -come avevo preannunciato nel consiglio del 23 luglio 2014 – che la maggioranza paghi il conto. Che i cittadini si facciano carico anche delle spese di propaganda, questo no.

So bene la critica che mi viene mossa, e che ho sentito anche all’ultimo consiglio: questo ci avrebbe riempito il paese di profughi, se fosse stato eletto sindaco. Del resto, pochi giorni prima delle elezioni dello scorso anno la Lega distribuì un volantino in cui chiedeva di non votare per chi avrebbe trasformato il Comune in un ufficio per stranieri (cioè il sottoscritto).

Da telgatese di nascita, nonché da persona che conosce bene il nostro paese, mi sento personalmente offeso da queste menzogne. Pensate che non mi renda conto che il quarto Comune d’Italia per numero di stranieri residenti – saremmo il secondo, se considerassimo i Comuni sopra i 5.000 abitanti – abbia già ampiamente dato in termini di accoglienza di migranti? Pensate che avrei accettato a braccia aperte una comunicazione del Prefetto, a fronte del caos nazionale nella gestione dei richiedenti asilo? Niente affatto: un Comune con il 28.67% di cittadini stranieri è già stato sovra-esposto al fenomeno migratorio da non poter accogliere ulteriori arrivi. Lo avrei detto al Prefetto, a chiare lettere.

Acclarato questo, mi sarei però impegnato a 360° per favorire l’integrazione di quei concittadini residenti che intendono diventare parte della comunità rispettandone le regole, e avrei invece mandato un messaggio di avviso a coloro che invece preferiscono il degrado, l’assistenzialismo, la clandestinità: chi non accetta le regole, verrà controllato, segnalato, sanzionato, anche duramente.

L’introduzione di regole assurde come il controllo sanitario o la tassazione esagerata sull’idoneità abitativa va nella direzione sbagliata, perché si basa sulla seguente tesi: sei straniero, quindi sei portatore di malattie (orripilante), e comunque devi pagare di più per ottenere l’idoneità dell’alloggio. A prescindere dall’intenzione di inserirti nel contesto in cui vivi o meno. Un clamoroso errore, che il sindaco non capisce.

E allora vorrei evitare di ritrovarmi fra tredici anni ad ascoltare le stesse dichiarazioni di “invasione” o di “paese che ha cancellato il Natale” che ho letto nell’agosto 2002 nello studio della cooperativa Migrantes: all’epoca Telgate contava il 12.5% di stranieri, oggi due volte e mezzo. Vogliamo cominciare a fare qualcosa di serio, o ci accontentiamo delle chiacchiere?

Fabio

 

 

 

 

Autore: Fabio Turani

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