Giu
21
2015

Aumentano le imposte. E passa la nostra proposta.

E così aumentano le imposte a Telgate: ieri (sabato 20 giugno) il consiglio comunale ha approvato il bilancio di previsione 2015, con un aumento dell’addizionale comunale IRPEF di 0.2%, che varrà dunque, cumulativamente, lo 0.6%.

La motivazione attesa è di semplice comprensione: lo Stato diminuisce i trasferimenti (- € 200.000 nell’anno in corso), e noi aumentiamo l’imposta che garantisce un’entrata sicura (l’IRPEF). Per informazione, un aumento di 0.2 punti percentuali corrisponde a € 101.000 in più per le casse del Comune.

Questa decisione della maggioranza ha ricevuto il nostro voto contrario, per due motivazioni essenziali:

  1. ad aliquote attuali, i cittadini telgatesi e le imprese hanno già versato ben € 106.000 di IMU e TASI in più al Comune nel corso del 2014. Come a dire: avevamo previsto un’entrata di € 1.280.000 (IMU+TASI+IRPEF), ne abbiamo incassato quasi il 10% in più. Non era forse il caso che il Comune provasse a tagliare un po’ di spesa, piuttosto che aumentare l’addizionale IRPEF?
  2. Il motivetto rilanciato per l’ennesima volta in consiglio comunale e che suona pressappoco così:” abbiamo già tagliato il possibile, non possiamo fare di più” non è difendibile. Abbiamo proposto un confronto tra la spesa pro capite della macchina comunale di Telgate con la media dei Comuni limitrofi (Bolgare, Castelli Calepio, Carobbio, Chiuduno, Gandosso, Grumello, Palazzolo), dimostrando che se la struttura del nostro Comune costasse come quella dei Comuni vicini, si risparmierebbero € 230.000 l’anno. Non solo: che gli incarichi esterni affidati dal nostro Comune costano ben di più (addirittura il doppio, in taluni casi) rispetto ai paesi che ci circondano.

E allora la spesa corrente del Comune di Telgate deve essere rivista, o quanto meno riequilibrata. Ecco perché abbiamo proposto un atto di indirizzo al consiglio per allineare la spesa di amministrazione pro capite a quella dei Comuni territorialmente vicini e rivedere le prestazioni di servizi. Una proposta che è passata con i nostri quattro voti di minoranza e l’astensione della maggioranza.

Questo è un dato politico del tutto rilevante: sia perché il consiglio si è fatto carico di mettere in pratica questa iniziativa – e ciò impone all’assessore al bilancio di aprirsi al dialogo, visto che la proposta giunge dalla minoranza -, sia perché la scelta di astensione della maggioranza è il risultato di due atteggiamenti diametralmente opposti: quello di chi, tra assessori e consiglieri, è telgatese di origine e che dunque ha capito che sussiste un problema quasi storico sulla spesa corrente (e che avrebbe tranquillamente votato a favore), e chi invece questo paese non lo ha vissuto, leggasi segnatamente l’assessore Cividini. Il quale ha dichiarato il voto contrario (salvo poi astenersi), perché ha ritenuto la nostra proposta un’iniziativa da scolaretto elementare. Egli avrebbe preferito il quieta non movere, motto dei suoi cinque anni da assessore al bilancio.

Ritengo in ogni caso preziosa la volontà emersa nel consiglio di ieri di tentare un ragionamento più approfondito sul bilancio, che contiene in sé molte informazioni oserei dire socio-economiche sul nostro paese.

Chi si impegna in questo esercizio dimentica facilmente le comparsate sul tema migratorio, che possono adeguatamente essere ricondotte nell’ambito di una buona amministrazione. Prima il sindaco lo capisce (molti dei suoi lo hanno già fatto), meglio è per la reputazione del paese di Telgate.

Fabio

Autore: Fabio Turani

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