Feb
15
2015

Le nostre tasse: i nodi vengono al pettine

Dopo avervi parlato dei € 200.000 bruciati per le opere pubbliche di asfaltatura, vi informo sulla gestione dei tributi nel nostro Comune.

Il matrimonio tra l’amministrazione leghista di Telgate e Fraternità Sistemi – la società a cui era affidata la gestione dei tributi – comincia il giorno dopo le elezioni. Non le ultime del 2014, ma quelle del 2009.

Passarono solo tre giorni dalla vittoria alle urne (6-7 giugno 2009), che Fraternità trasmetteva al Comune la sua offerta per il recupero dei minori introiti ICI legati ai capannoni industriali. Che rapidità: neanche il tempo di insediarsi, e subito pronti a subentrare. In un batter d’occhio, la Giunta Binelle cancellò l‘incarico alla società Geo Italia Service e lo affidò a Fraternità. Chi non credesse a quanto scrivo, vada a leggere le prime delibere del 2009: 15 giugno 2009, neanche una settimana dopo i risultati delle elezioni.

Come mai questa fretta nel cambio di gestore? La maggioranza lo spiegò – secondo me, furbescamente – nel consiglio comunale del settembre 2009: quello, per intenderci, in cui vennero alla luce € 200.000 di debiti fuori bilancio riconoscibili e altri € 54.000 di debiti non riconoscibili. Data l’emergenza, servivano misure forti.

Da quel momento, l’amministrazione leghista ha aperto un’autostrada a Fraternità Sistemi: l’intera gestione dei tributi è stata affidata a questa Cooperativa, commettendo almeno tre errori fondamentali:

  1. il pagamento delle prestazioni a provvigione, che ha portato ad un accertamento a tappeto su cittadini e imprese di Telgate;
  2. il mancato controllo del loro operato;
  3. la mancata formazione del personale interno del Comune.

Giusto per darvi qualche numero, vi elenco le condizioni economiche concesse a Fraternità Sistemi: € 5.000 annui per la gestione ordinaria ICI, € 0,70 per plico consegnato alle famiglie, 1% del gettito ICI riscosso, € 2 per la gestione di ogni mancato pagamento ICI, 20% del contributo dello Stato sul minor gettito IMU sui fabbricati di tipo D (pre-2005), 30% dello stesso contributo sui minori introiti dal 2010 in poi, € 6.000 per la gestione della tassa sui rifiuti e il servizio di sportello, 30% sull’importo delle somme accertate per ICI e tassa sui rifiuti, 0.7% sulla perequazione catastale, € 700 per assistenza legale sotto i € 51.600, € 1.600 per assistenza legale sopra i € 51.600, € 150 per la presenza all’udienza, € 23 per costi per rimborsi sotto i € 5.000, 1% per rimborsi sopra i € 5.000 in favore del contribuente, 5% per rimborsi in favore del Comune.

Vi è sufficiente? E che dire dell’1% delle somme iscritte a ruolo per la riscossione coattiva, del 13% delle somme riscosse coattivamente, di € 1.200 per la perizia di stima delle aree edificabili, del 24% sulle entrate dall’imposta sulla pubblicità e sui diritti sulle pubbliche affissioni (per sette anni, valore stimato: € 73.000), di € 6.800 per la gestione della TARES (servizio “full”) e di € 1.500 per lo sportello IMU? E delle proroghe su proroghe concesse?

Abbiamo fatto due conti partendo dai rendiconti 2010-2013 e sommando altre voci di spesa: il risultato ammonta a € 800.000 che il Comune ha pagato per i servizi che vi ho elencato.

Ogni volta che obiettavamo su questa cifra enorme, la risposta (da ultimo, dell’attuale vice-Sindaco ad una mia precisa domanda) era la seguente: vanno considerate le entrate che Fraternità ha garantito al Comune. Come a dire che questo avrebbe giustificato la totale assenza di controllo sull’operato. Se poi qualche cittadino si fosse lamentato (o avesse riscorso ai legali), si sarebbe usata la solita scusa dello Stato che impone le tasse, dei minori trasferimenti, e via discorrendo.

Nel mese di dicembre 2014 ho voluto indagare a fondo la questione, e, nonostante la reticenza dell’amministrazione – certificata da una risposta evasiva data nel famoso consiglio comunale delle due del pomeriggio – ho trasmesso un’istanza e un’interrogazione per capire in quali condizioni fosse stato lasciato il Comune dopo la scadenza delle convenzioni (31 ottobre 2014). I risultati, in breve (dimostrabili da documenti prodotti dal Comune):

  1. banche dati non aggiornate;
  2. avvisi di pagamento della tassa sui rifiuti non autorizzati dal segretario comunale;
  3. numerosi indirizzi di contribuenti errati;
  4. diversi avvisi di pagamento errati (io potrei produrre numerose prove!);
  5. assenza di adeguata assistenza ai contribuenti;
  6. dati relativi alla tassa sui rifiuti assenti per il periodo 2013-2014;
  7. dati relativi ad IMU e ICI con versamenti assenti dal 2013 in poi;
  8. archiviazione dei dati nei faldoni “spesso incompleta e caotica”;
  9. assenza di informazioni sui ruoli coattivi in essere;
  10. gestione dei tributi tramite file di Windows Access da gennaio 2013, senza disporre di un software specifico;
  11. disagio per il Comune, che, non disponendo di banche dati aggiornate, non può predisporre una gara per la riscossione coattiva.

In breve, una gestione che io ho definito “disastrosa” in consiglio comunale. In risposta alle mie sollecitazioni, l’assessore al bilancio (attuale) ha risposto con il “non sapevo”, mentre l’assessore dell’epoca (oggi ancora in Giunta) ha fatto spallucce. Solo il Sindaco ha ammesso le lacune, ma limitate all’ultimo anno e mezzo.

Fosse toccato a me gestire la pratica, mi sarei fatto riconsegnare le password e tutti i dati di competenza del Comune entro un termine strettissimo, e poi avrei cacciato Fraternità Sistemi senza esitazione. Se necessario, non avrei atteso un istante a coinvolgere un legale. Qualsiasi azienda privata avrebbe fatto lo stesso.

E non si sostenga che la colpa è degli uffici comunali, perché gli incarichi sono stati assegnati dalla Giunta o dal Consiglio comunale (con i nostri voti sempre contrari). Cosa si racconterà adesso ai cittadini-contribuenti e alle imprese, visto che stavolta la colpa non può essere scaricata sullo Stato brutto e cattivo?

Fabio

P.S. Fraternità Sistemi gestirà fino al 2019 l’imposta sulla pubblicità e i diritti di affissione per contro del Comune. Allo stato attuale, il pagamento viene effettuato su un conto corrente della Cooperativa, non del Comune. E la gestione viene fatta tramite un indirizzo email della Cooperativa (se volete un esempio, ve lo giro). Vi sembra normale, tutto questo? Chi controlla le somme incassate? Sveglia, ragazzi…..

 

Autore: Fabio Turani

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