Gen
6
2015

Se la cultura non trova spazio a Telgate

Per l’ennesima volta, trovo seccante che il comune di Telgate assurga agli onori della cronaca per una rissa tra indiani ed italiani. Non fa invece notizia quanto capitato un paio di ore prima, quando il Corpo musicale di San Paolo d’Argon ha offerto ad uno sparuto pubblico telgatese – fortunatamente rimpolpato da numerosi appassionati di musica di altri paesi – un concerto di assoluto livello.

Mi pare del tutto contrastante la qualità della proposta culturale di queste iniziative con la scarsa partecipazione da parte di noi telgatesi, quasi come se tutto ciò che non ci capitasse fuori di casa non ci riguardasse. E non si dica che l’iniziativa non fosse stata divulgata, perché è una giustificazione non valida.

Ascoltare i fratelli maggiori della ArgonBand (con trentatré anni di vita alle spalle) è stato un privilegio personale, perché l’ardimento con cui il maestro ha scelto i brani è stato degno del classico incontro degli opposti: mettere in scaletta la narrazione della costruzione di Copenaghen (grado 4) con la iperfamosa Marcia del film 1941 di Spielberg meritava da sé apprezzamento.

E che dire delle due perfette esecuzioni di Spring, con la voce del soprano echeggiata dai quattro ottoni che poi evolve in polka (fedelissima interpretazione), e di Chaos Theory, folle incontro tra la chitarra elettrica stile-Metallica e la potenza dell’orchestra di fiati? Su quest’ultimo brano, gli applausi si sono fermati solo per evitare la screpolatura delle mani.

Mesi e mesi di lavoro sono serviti per preparare questo concerto, ha ricordato il maestro, sebbene quella telgatese fosse l’opera-seconda. Ma tanto bastava per augurarsi di avere la coda fuori dalla sala. Così non è stato, ma ciò non ha tolto nulla al prestigio della serata.

Bisognerà dunque tributare maggiore interesse alle prossime iniziativa di Telgate ’90, tra le quali auspico ci siano altri momenti di contaminazione tra corpi bandistici. Che è utile per i musicisti telgatesi, e utile per il pubblico.

Grazie per l’iniziativa.

Fabio

Autore: Fabio Turani

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