Gen
11
2015

Integrazione fallita?

I fatti di Parigi hanno riproposto il tema dell’integrazione degli stranieri in Europa, un argomento che non trattiamo su questo sito perché non concerne le dinamiche locali, se non per ribadire la condanna di chi pratica violenza efferata in nome di una religione.

Le vicende francesi hanno però rilanciato la grande campagna della Lega contro l’islam e le moschee, contro l’immigrazione di massa incentivata dal governo, e via dicendo. Bisogna rispondere con la forza, dicono; basta con il buonismo, la tolleranza e l’accoglienza. Gli effetti si sono già visti a Telgate: un video postato poco fa su ilfattoquotidiano.it (da un astuto giornalista) parla dell’emergenza sociale del nostro paese (ascoltatelo), e della giustizia-fai-da-te. E’ il conflitto telgatese, che continua a fornire un’immagine fuorviante del nostro Comune (solo io lo sostengo?).

Mi sia permesso anzitutto di chiedere ai telgatesi che rilasciano dichiarazioni pubbliche, oppure che scrivono sui social network, di ragionare sul significato delle parole: scrivere di “taglio di teste”, di soppressione di indiani, di “riattivare i forni di Auschwitz” non è tollerabile. Per di più quando tra questi c’è chi ricopre la carica di consigliere comunale. Se questi ragazzi (che conosco di persona) dissentono da quanto scrivo, possono postare la loro risposta su questo sito -con nome e cognome-; non vorrei però che mi apostrofassero come “comunista di m.” o mi augurassero di ripetere la tragica fine degli ebrei dell’Olocausto. Salvo poi pubblicare, poco dopo, la frase “Je suis Charlie”, dimostrando di non capire la contraddizione.

I provvedimenti telgatesi in tema di immigrazione si sono visti: il sindaco stesso parla dell’ordinanza anti-Ebola al giornalista de Il Fatto, un’iniziativa a mio avviso che non produrrà nessun effetto. Anche perché non risolverà né l’emergenza sanitaria (quale?), né contrasterà l’immigrazione clandestina. Lo stesso dicasi per l’incremento della tariffa alloggiativa a 325 euro, che va nella direzione dell’impedire la regolarizzazione degli stranieri. Fine della proposta politica.

Chi, come il sottoscritto, ha sempre sostenuto iniziative di inclusione dei cittadini stranieri che hanno stabilito di vivere regolarmente a Telgate (e di contrastare chi non ci sta), è da catalogare tra i buonisti. Peccato però che siano passati quindici anni dallo sgombero dell’aprile 2000 di via Cesare Battisti, e i sindaci dal pugno duro non abbiano portato a casa nessun risultato. Zero. E i telgatesi intervistati ripetano le stesse frasi di circostanza di allora.

Allora sì che si può sostenere che l’integrazione sia fallita, ma per mancanza di qualità nella proposta politica, e per assenza di volontà della comunità di integrare chi se lo merita e di isolare chi ne approfitta. E lo scrivo ben conoscendo il tema (complicato) della convivenza di vicinato a Telgate, di cui mi piacerebbe scrivere prossimamente.

Chi, come la Lega, se la sbriga con i “no alle moschee”, la guerra all’Islam, ha trovato l’ennesima scorciatoia per scaricare le proprie responsabilità sugli altri. Mi spiace solo che molti ci credano ancora.

Fabio

 

 

 

Autore: Fabio Turani

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