Dic
21
2014

Bocciata l’ordinanza anti-ebola di Padova: che batosta!

Mentre i dirigenti dell’ASL sfilavano in passerella all’incontro sulla “situazione epidemiologica delle malattie infettive e sulle iniziative di vigilanza e prevenzione” (mercoledì scorso), il TAR Veneto ha sospeso l’ordinanza anti-Ebola del sindaco Bitonci di Padova; quella che, per intenderci, è stata copia-incollata dal nostro Sindaco, e che è stata all’origine dell’incontro pubblico del 17 dicembre.

Il sindaco Sala ha cercato di riparare in extremis, su richiesta del Prefetto, cancellando l’ordinanza ed emanandone un’altra in cui sono state tolte le motivazioni di minaccia all’incolumità pubblica e alla pubblica sicurezza, ma la pezza è stata peggiore del buco: in primis perché si è dimenticato di togliere il secondo riferimento al tema della pubblica sicurezza (rileggere gli atti prima di pubblicare, magari?), e perché il TAR Veneto ha bocciato anche il riferimento all’emergenza sanitaria di carattere locale (art. 50 TUEL).

Il Comune di Padova ha provato a presentare documentazione a supporto dell’ordinanza, ma i Giudici Amministrativi hanno persino rilevato che i dati forniti dal Comune contraddicessero i presupposti dell’ordinanza stessa: che figuraccia!

Alla luce di questo provvedimento, presenteremo una mozione urgente per la cancellazione dell’ordinanza del sindaco di Telgate, che subisce, di fatto, gli stessi effetti dell’ordinanza di Padova.

Al di là di questi aspetti di natura giuridica, che sono tuttavia fondamentali, mi sembra stridente l’equazione straniero=malato dell’ordinanza con la difesa strenua del presepe e dei crocifissi nelle aule scolastiche. Ho l’impressione che, a giorni alterni, il sindaco si dichiari paladino dell’eredità cristiana e promotore di iniziative che ne contraddicono palesemente il messaggio. Sono probabilmente inadatto ad una lezione di catechismo, ma non accetterò che un assessore mi richiami alla lettura della Bibbia e poi alzi la mano in Consiglio comunale o in Giunta per votare a favore di una tassa vessatoria di 325 euro per quei cittadini stranieri che, proprio attraverso l’idoneità alloggiativa, dimostrano la volontà di regolarizzarsi. Che questo collimi con un approccio amministrativo ispirato ai valori cristiani, lo dubito.

Ed è pure sorprendente che la medesima comunità telgatese, a fronte di ripetuti provvedimenti discriminatori, faccia spallucce, anzi, provi in larga parte un certo godimento nei confronti della provocazione del conflitto.

Questo mi fa capire, una volta di più, il nostro ruolo di amministratori di minoranza, che, a fronte delle emergenze che ci vengono quotidianamente propinate (e che causano, appunto, il latente senso di imminente pericolo), ridefiniscono l’agenda delle priorità e, magari, la fanno sapere ai cittadini.

Ma questa è materia per gennaio.

Fabio

Autore: Fabio Turani

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