Nov
2
2014

Telgate perde la sfida della gestione associata

E’ di questi giorni la notizia che cinque Comuni della Media Valle Seriana (Vertova, Colzate, Fiorano, Gazzaniga e Cene) hanno istituito una commissione tecnica per valutare la possibile fusione delle cinque unità amministrative in un unica realtà. Una proposta molto lungimirante ed intelligente, che l’assessore all’economia di Regione Lombardia Garavaglia ha ritenuto una forzatura (sarebbe parso strano se avesse sostenuto il contrario).

Il nostro Comune, che rientrava a pieno titolo tra quelli obbligati a gestire in maniera associata tutte le funzioni entro il 31 dicembre 2014, ha beneficiato di una norma ad hoc scritta dallo stesso Garavaglia, Maroni & company (Legge Regionale 24/2014) e che ha escluso dall’obbligo i Comuni confinanti con paesi con popolazione superiore a 5.000 abitanti e i Comuni che hanno superato la soglia dei 5.000 abitanti nel 2010. Telgate rientra a pieno titolo nella prima categoria, e dunque ha titolo per chiedere la deroga. Che puntualmente arriverà, statene certi.

Questo risultato rappresenta un grave errore politico, anche se meno comprensibile rispetto all’acquisto degli iPhone 6. La motivazione, secondo me, è la seguente: la gestione delle funzioni da parte di realtà amministrative di piccole dimensioni non è affatto più efficiente di quella di Comuni di dimensioni maggiori.

Facciamo un esempio molto preciso: se si leggesse con attenzione il bilancio di previsione del nostro Comune per l’anno in corso, si troverebbe che la funzione 1 delle spese correnti (funzioni generali di amministrazione, di gestione e di controllo) è costituita da una lunga serie di voci che potrebbero essere ridotte se condivise con altri Comuni. Il totale di questa funzione di bilancio, sia detto per inciso, è di un milione e centomila euro.

In altre parole, la sola macchina comunale costa stabilmente più di un milione di euro, una spesa intoccabile. Sarebbe riducibile, anche in maniera rilevante, se i Sindaci della Valcalepio (tutti leghisti, peraltro) decidessero di fare come i loro omologhi della Val Seriana: cioè lasciassero perdere le fanfaronate a mezzo stampa e si chiedessero quanto costerebbe un ufficio ragioneria di ambito (a Telgate costa € 141.000), o la riscossione dei tributi a livello di zona (razionalizzando gli incarichi alle società esterne). Oppure quanto si risparmierebbe ad avere un unico centro di elaborazione dati (anziché “x” sale server per altrettanti Comuni) oppure un’unica area tecnica che si occupasse di sviluppare i progetti, anziché pagarli ai professionisti esterni. Per non parlare della qualità dei servizi (sociali in primis) che aumenterebbe perché basata su una platea di utenti ben più vasta di quella di un unico paese, con le progettualità comuni che si possono attivare.

Certo questo richiede impegno, tanto impegno, che va oltre quello dell’amministrare il proprio Comune. Serve avviare un percorso che abbia una prospettiva almeno decennale, che non porta di certo un ritorno di voti alle elezioni seguenti. Ma che inciderebbe profondamente sul funzionamento dei Comuni.

Telgate, attraverso i suoi amministratori di maggioranza, ha scelto la chiusura a riccio, finendo, in prospettiva, nel vicolo cieco dei Comuni con sempre meno risorse (3,5 miliardi in meno dalla Legge di Stabilità 2014), con personale poco qualificato e bisogni pressanti da soddisfare.

L’unione dei Comuni è, a mio avviso, la strada. Speriamo nella prossima generazione di amministratori, con meno fumo ideologico e più concretezza.

Fabio

P.S. siccome il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, la Regione è stata costretta a chiedere comunque ai Comuni in deroga il contenimento della spesa. Tanti auguri.

 

Autore: Fabio Turani

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