Set
20
2014

Il nuovo I.S.E.E.: se i politici mancano all’appello

Mentre i nostri amministratori di maggioranza (in realtà solo il Sindaco) seguitano ad offrire alla stampa -supinamente disponibile ad ascoltarli, qualunque cosa dicano- l’innovazione dell’idoneità alloggiativa in salsa telgatese, il loro faro politico, il Presidente della Regione Lombardia, ha appena approvato in Giunta un’importante deliberazione, riguardante il Fondo Sociale Regionale 2014. Un’iniziativa che meriterebbe ben altro che una conferenza stampa, ma che, evidentemente, è molto poco in linea con lo stile duro-e-puro dei verdepadani.

La Delibera eroga 70 milioni di euro al Fondo Sociale destinato agli ambiti territoriali dei Comuni (dopo un primo taglio di dodici milioni, scongiurato) per i cosiddetti “Piani di Zona”, e, importante novità, stabilisce che la Regione introdurrà delle linee guida per l’applicazione del nuovo Indicatore della Situazione Economica Equivalente (I.S.E.E.), che i Comuni dovranno applicare per l’erogazione dei servizi sociali in modo associato. A Milano si va nella direzione di una maggiore equità, a Telgate, gli stessi, vanno in direzione opposta.

Eppure il nuovo I.S.E.E. rappresenterebbe uno strumento efficace per erogare i servizi alla persona (dall’accesso agli asili nido, ai buoni pasto nelle mense scolastiche, alle rette dei centri per disabili) in modo conforme alla situazione economica familiare, soprattutto se i politici locali lo conoscessero. Ma l’Associazione dei Comuni Italiani, da tempo, lancia l’allarme di un’assenza della politica.

La motivazione è presto trovata: i servizi sociali non fanno pendere voti, e mettersi a studiare dei metodi tariffari per fasce, magari di ambito, rilevando puntualmente i servizi e i bisogni, introducendo regolamentazioni ad hoc per ogni servizio, stabilendo esenzioni e limiti, avendo attenzione ad alcuni bisogni (disabilità-minori-anziani), è faticoso. E’ più facile sostenere -quante volte lo si è sentito- che con il metodo delle fasce i benefici vanno solo agli stranieri. Bastano dieci parole, questione chiusa.

E invece il nuovo indicatore, che supera i limiti dell’indicatore precedente, offrirebbe la possibilità di erogare servizi ai cittadini in base ad una precisa misurazione del loro reddito e patrimonio, bilanciata sulla composizione del nucleo familiare, facendo in modo che la ingente spesa sociale dei Comuni (un miliardo e 400 milioni di euro solo in Lombardia) arrivasse in modo prioritario alle famiglie in difficoltà. Lo si può fare! Il Decreto sul nuovo I.S.E.E. introduce persino un I.S.E.E. corrente, che tiene conto di variazioni di reddito degli ultimi dodici mesi che riguardino, ad esempio, persone che perdono il posto di lavoro.

Insomma, è venuto il momento che si lascino da parte i soliti luoghi comuni (come la tiritera sui tagli), le solite proposte di facile consumo, e si cominci a fare politica sul serio. Mettendoci un po’ di approfondimento, una certa dose di studio, un po’ di qualità nelle scelte, che si traduce in servizi migliori per i cittadini. Lo dico al Sindaco e ai suoi, perché di notizie sulle tasse agli stranieri comincio ad averne piene le tasche.

Fabio

Autore: Fabio Turani

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