Mar
9
2014

Chi si candida non legga questo articolo

Avrete certamente letto l’articolo che L’Eco di Bergamo ha dedicato (venerdì) alle candidature del sottoscritto e di Fabrizio Sala alla carica di sindaco. In realtà il sindaco uscente si è portato via gran parte della scena, visto che il suo siluramento ha fatto molto più rumore di quanto riportato gentilmente dalla giornalista.

Più che alle beghe interne in casa leghista, che rispetto ma che poco ci interessano, mi preme sottolineare che l’eredità che ci viene consegnata non è affatto dolce, e che il mio compito nei prossimi mesi sarà precisamente quello di parlare il linguaggio delle cose da fare.

Leggere in anticipo di piazze da riqualificare, di iniziative per giovani, anziani, associazioni, di classi ponte, di ambulatori medici, e così via, rischia di distrarre dagli impegni precisi e imminenti della prossima amministrazione.

Le urgenze sono precisamente due: la prima riguarda la gestione associata delle nove funzioni fondamentali del Comune, che avrà una prima scadenza il 30 giugno 2014 (per altre tre funzioni rispetto a quelle già in convenzione) e il 31 dicembre 2014 (per le rimanenti). Se Regione Lombardia risponderà picche alla richiesta di deroga formulata dalla Giunta a fine gennaio – io lo ritengo fortemente probabile –  il prossimo sindaco dovrà andare alla ricerca di un Comune per mettere in convenzione una serie numerosa di funzioni strategiche. E questo Comune non potrà che essere esterno ai paesi confinanti, che superano tutti la soglia demografica dei 5.000 abitanti. Vi evito i particolari e gli ultimi requisiti di legge, ma vi garantisco che questa sarà una grana molto impegnativa.

Il secondo problema si chiamerà IUC, cioè l’imposta unica comunale che sarà composta da tre parti: l’IMU, che non verrà pagata sulle abitazioni principali, sui fabbricati rurali strumentali e su una serie di altre abitazioni ma che diventerà stabile per tutti gli altri immobili; la TARI, cioè la tassa sui rifiuti, che costerà un pochino di meno ai contribuenti ma che riprodurrà nella sostanza la Tares pagata quest’anno. Infine la TASI, una vera e propria imposta patrimoniale, che andrà a coprire i servizi indivisibili (illuminazione, vigilanza urbana, manutenzione del verde, ecc.) ma che, in pratica, sarà equiparabile ad una nuova IMU da applicare a tutti i fabbricati (prima casa compresa) e i terreni agricoli e non. Con la differenza che le detrazioni applicabili alla prima casa si potranno introdurre solo incrementando le aliquote sugli altri immobili.

Questa imposta diabolica sarà un altro sforzo notevole per la prossima amministrazione, sia perchè le aliquote saranno stabilite prima delle elezioni (entro il 30 aprile, dunque dal consiglio comunale uscente), sia perchè la TASI sarà difficilmente simulabile e quantificabile a priori, sia perchè il Comune sarebbe chiamato ad inviare modelli precompilati ai cittadini per semplificare i pagamenti; sia infine perchè si corre il possibile rischio di chiedere ai cittadini di pagare i tributi comunali per ben sei volte in un anno (due volte per tributo, con cadenza semestrale).

Nel concreto, ciò significa che la prossima Giunta sarà chiamata, come primo gesto nei confronti dei suoi elettori, a chiedere denaro. E subito.

Sarà bene dunque spiegare in anticipo che il primo anno di amministrazione avrà un’agenda prefissata, a chiunque tocchi. Il resto è in aggiunta.

Di chi la colpa di queste due incombenze? Della politica di Roma, spiace dirlo, che tratta i Comuni senza alcun rispetto, sottraendo fondi (ecco lo spirito della IUC) e costringendo a condividere funzioni a prescindere dalle specificità territoriali. Due errori che vengono caricati sulle spalle dei Sindaci, che sono loro malgrado i primi interlocutori dei cittadini.

Se a questo aggiungiamo il fatto che il disegno di legge Delrio, che dovrebbe stabilire quanti consiglieri siederanno in consiglio, non è ancora stato emanato a due mesi dalle elezioni, la situazione diventa scoraggiante.

Parlare il linguaggio della verità non scalderà pertanto i cuori degli elettori, ma almeno mette in guardia dalle facili illusioni.

Fabio

Autore: Fabio Turani

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