Gen
12
2014

Se il piano di illuminazione pubblica si infrange su un click

L’illuminazione pubblica del nostro paese necessita di interventi significativi. Lo capite voi stessi guardando i lampioni ubicati lungo le nostre strade, ma lo si intuisce ancor meglio leggendo il Piano Regolatore dell’Illuminazione Comunale (PRIC), che è stato approvato il 24 aprile 2013 dal Consiglio comunale: dei 904 punti luce installati a Telgate, più della metà (557) richiedono la sostituzione. Le ragioni? Tecnologie obsolete (mercurio), non conformità alle norme tecniche, scarsa efficienza energetica.

Si pensi che il costo totale annuo di manutenzione e di consumo energetico dell’illuminazione pubblica ammonta a € 100.000,00 (€ 77.000 solo di energia elettrica).

L’idea adottata dall’amministrazione, che abbiamo condiviso, ha riguardato la stesura di una sorta di strumento di programmazione dedicato all’illuminazione pubblica (il PRIC, appunto), che fornisse un quadro economico di riferimento degli interventi da adottare.

Risultato in sintesi: servono € 865.500 per ammodernare l’illuminazione. Si faccia attenzione al fatto che, in una prospettiva ventennale, questo tipo adeguamento farebbe risparmiare da subito circa € 2.000 annui, e dopo vent’anni, il Comune disporrebbe di un impianto ad elevata efficienza.

Qual è dunque il problema? Reperire la somma per l’investimento iniziale, che il bilancio comunale non può finanziare. Ricorrere a mutui? Proibito per legge.

La soluzione possibile è il cosiddetto “Programma 6.000 Campanili”, cioè un decreto legge del giugno 2013 che assegna 100 milioni di euro ai Comuni con popolazione legale inferiore a 5.000 abitanti per una serie di interventi infrastrutturali. Tra i quali, ad esempio, il miglioramento dell’efficienza energetica degli impianti di illuminazione pubblica.

Dal momento che praticamente tutti i piccoli Comuni ricadono nella nostra stessa situazione, cioè nell’esigenza di recuperare risorse da investire nella ristrutturazione di edifici ed infrastrutture pubblici, al Ministero sono pervenute ben 3.600 domande.

Quale il criterio per assegnare i 100 milioni? Semplice, cliccare per primi alle ore 9 in punto del 24 ottobre 2013, inviando la domanda via posta elettronica. Chi manda per primo la mail, si aggiudica i fondi.

Mercoledì scorso (8 gennaio) è stata pubblicata la graduatoria dei Comuni. Telgate non c’è. I primi 114 Comuni a cui sono stati assegnati i fondi sono riusciti a trasmettere la domanda tra le 9:00:00 e le 9:02:30 del 24 ottobre. Il primo classificato ha inoltrato la richiesta alle 8:59:59, ma le regole della posta elettronica certificata lo hanno ammesso proprio al primo posto. Il 115° Comune, cioè l’ultimo classificato, ha trasmesso la richiesta alle 17:21:40 del giorno stesso. Perchè dunque ha scavalcato gli altri Comuni? Per ragioni di equità territoriale: Bolzano doveva pur avere un vincitore…

I Comuni esclusi hanno avuto l’unica colpa di aver trasmesso con leggero ritardo la domanda, dal momento che si presume che tutte le domande siano state inoltrate intorno alle 9:00:00. I giornali hanno riportato casi imbarazzanti di Comuni che hanno sperimentato una serie di malfunzionamenti (es. assenza temporanea della connessione ad internet, oppure sovraccarichi dei server, oppure ancora errori nell’indicazione degli indirizzi dei destinatari). Questi Comuni sono pronti a presentare ricorso.

Scorrendo l’elenco dei fortunati vincitori dei fondi, si trovano paesi con 48-50 abitanti che si sono aggiudicati € 900.000 ciascuno, probabilmente una cifra superiore al totale delle rispettive entrate comunali.

Da diverse settimane esprimo da questo sito il mio malumore per il trattamento che lo Stato sta riservando ai Comuni, che, con questo nuovo esempio, ha toccato il ridicolo. Non si possono infatti attribuire fondi pubblici sulla base della sola rapidità dei dipendenti comunali nel premere il tasto “invio” sulla tastiera di un computer. Perchè non pensare invece di modificare le regole del patto di stabilità interno e consentire di fare investimenti come quello telgatese che, è dimostrato, porta ad un miglioramento energetico senza gravare sulle finanze del Comune?

Buon senso, ragazzi, niente di più.

Fabio

P.S. Il Ministro Lupi ha annunciato che sono in arrivo altri 50 milioni di euro per altri 60 Comuni che non sono entrati nella graduatoria. Speriamo di essere tra quelli (magra consolazione).

Autore: Fabio Turani

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