Gen
25
2014

Come la penso sui dipendenti comunali

Per chi come il sottoscritto (e presumo molti lettori) proviene dal mondo dell’impresa privata, trattare il tema dei dipendenti pubblici è come camminare in un roveto a piedi scalzi. Questo perchè le dinamiche tra i due ambiti sono differenti e, almeno per me, quasi incomprensibili rispetto alla pubblica amministrazione.

Prendiamo la prima delibera di giunta di quest’anno. Questo provvedimento, ripetuto tale e quale da cinque anni a questa parte, affida il servizio di contabilità del Comune ad una società esterna. Tale soggetto percepisce una cifra di € 18.000,00 annui (IVA esclusa) per svolgere questo compito.

Perchè il servizio è esternalizzato? La motivazione è che un dipendente assegnato a questo incarico ha chiesto di essere esonerato dalla mansione a decorrere dal 2009.

Il codice dei contratti pubblici permette l’affidamento diretto del servizio sino a € 40.000, il regolamento comunale (probabilmente non aggiornato) lo limita a € 20.000, quindi è tutto in regola. Chi conosce i numeri del bilancio sosterrebbe inoltre che, a fronte di mezzo milione di euro di servizi che il Comune impiega ogni anno, questa cifra è poco significativa.

Io continuo tuttavia a far fatica a comprendere la logica. Pur rispettando le motivazioni che portano un dipendente ad una richiesta di esonero, immagino se in un’azienda privata lo stesso dipendente assunto per il ruolo di ragioneria chiedesse al datore di lavoro di svolgere un’altra funzione. E se, in questo specifico caso, l’azienda fosse obbligata a pagare un consulente esterno per compiere quel servizio, avendo al contempo a libro paga un dipendente da destinare ad altro compito. Presumo che l’imprenditore risolverebbe il problema evitando doppioni, soprattutto se non avesse altri incarichi per il dipendente.

So bene che, a fronte di questo paragone, si sosterrà che la pubblica amministrazione funziona con altri criteri, che l’organico comunale è sottodimensionato (17 contro 27 teoricamente previsti), ma questo, a mio giudizio, non cambia affatto i termini del problema: le competenze dei dipendenti comunali dovrebbero essere tali da minimizzare il ricorso a società esterne, soprattutto per quei ruoli che non richiedono specifiche professionalità da ricercare sul mercato.

In un periodo storico come quello attuale, chi non gode delle tutele di costoro non capisce queste dinamiche. E ne ha ben donde.

Fabio

P.S. la delibera di giunta affida l’incarico sino al 30 giugno, per una cifra totale di € 10.980. Bene ha fatto il segretario comunale: si lasci alla prossima giunta (magari la stessa, magari no) di valutare se proseguire o meno.

Autore: Fabio Turani

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